X

Finale Western Conference, è sfida Warriors-Spurs

Finale Western Conference, Warriors-Spurs – Anche per i Warriors è la terza finale di Conference consecutiva e come i Cavs ci arrivano con otto vittorie senza sconfitte. A sfidarli saranno i San Antonio Spurs che dopo il successo 4-2 in semifinale di Conference contro i Rockets danno vita all’epilogo più giusto tra le due squadre con il migliore record della regular season.

Golden State Warriors  Otto partite giocate, otto vittorie. E’ lo stesso incipit che usiamo per i Cleveland Cavaliers perché il percorso in questi playoff è parallelo e identico. Spazzati via i Blazers e i Jazz 4-0, adesso arriva il momento di fare sul serio ammesso che qualcuno almeno nella Western Conference possa impensierire questa macchina da canestri. I Warriors sono ancora senza il loro coach, Steve Kerr è stato di nuovo operato alla schiena e potrebbe tornare ma anche non farlo in questa stagione, e non hanno ancora sviluppato completamente il loro potenziale senza perdere nemmeno una partita. Durant sta tirando con il 53% dal campo, Green (51.2% da tre, nessuno tira meglio dall’arco tra i giocatori che ai playoff hanno tentato almeno 25 triple) è l’arma totale in difesa e in attacco per come apre la difesa e imbecca i compagni, Curry e Thompson (sta tirando il 40.7% dal campo e il 36.2% da tre in questi playoff) sono stati altalenanti ma hanno segnato in coppia 51 punti contro i Jazz in gara 4 e non esiste un’altra coppia di esterni del genere nella Nba. Iguodala cambia le partite dalla panchina e anche un bizzarro mestierante come McGee sta dando un contributo rilevante a una rotazione che sembrava più povera sotto i vetri rispetto a quella dello scorso anno ma il campo finora dimostra il contrario. Golden State ha il migliore attacco dei playoff, 115.3 punti a partita, tira con il 48.4% facendo peggio solo rispetto ai Cavs, ha il 37.9% dall’arco che è una statistica che può ancora migliorare, sviluppa 27.4 assist di media su 41.4 canestri a partita. E in tutto questo è la migliore squadra a rimbalzo tra quelle ancora in corsa per il titolo, 46.4 a partita, oltre ad essere quella che perde meno palloni con 11.5. Impressionante anche per la capacità di attaccare le partite nel primo periodo come fatto contro Portland o di mantenere il controllo per 48 minuti a ritmi più bassi come richiesto contro i Jazz. L’unica incognita è in panchina, dove Brown finora ha gestito in maniera impeccabile la squadra. Ma avrà di fronte un maestro di scacchi come Popovich, con Messina seduto al suo fianco, e la reazione dei Warriors ai primi momenti di difficoltà andrà verificata in assenza dell’uomo che ha costruito il sistema cestistico più anomalo ed efficace della Nba moderna.

San Antonio Spurs – La squadra di Popovich ha perso quattro partite in questi playoff, vincendo 4-2 con i Grizzlies e con i Rockets e spendendo molte energie in due serie fisiche e combattute. Il prezzo da pagare sono stati gli infortuni di Parker, fuori per tutti i playoff, e Leonard la cui caviglia distorta dovrebbe permettergli di essere in campo in gara 1 ma le cui condizioni sono da valutare. L’esperienza degli Spurs è venuta fuori in gara 5 contro Houston e in gara 6 è arrivata la sublimazione dell’essenza della franchigia, trovare risorse alternative e inaspettate nei momenti di difficoltà. San Antonio può andare da Aldridge quando non ha Leonard, avere regia da Mills, difesa da Green, una produzione inaspettata da Simmons e sfruttare l’esperienza di Gasol e le risorse infinite di Ginobili nei momenti nevralgici delle partite.

La capacità di ridurre al silenzio Harden e i tiratori dei Rockets con la difesa e l’intensità sarà di nuovo la chiave della serie contro i Warriors, che presenta però difficoltà enormemente superiori. Il punto interrogativo principale rimangono le condizioni di Leonard, uomo da 27.8 punti, 7.7 rimbalzi, 4.7 assist con il 52.4% dal campo e il 47.1% dall’arco in questi playoff. Sarà presente in gara 1 ma sicuramente non al meglio. Il suo duello con Durant è uno degli accoppiamenti decisivi, esattamente come lo sarà quello tra Draymond Green e Aldridge dentro l’area. Gli Spurs hanno segnato finora 106.6 punti a partita e hanno stupito per la loro capacità di essere prolifici nelle partite più importanti, ma contro Houston hanno preso controllo dell’area sfidando i tiratori avversari e limitare le possibilità offensive di Golden State sarà molto più difficile. Anche perché sarà il confronto tra le due squadre migliori a rimbalzo, 44.8 per gli Spurs secondi dietro i Warriors, e abbassare il numero di possessi non sarà scontato. San Antonio tira con il 47.3% dal campo, ancora di poco dietro alla squadra di Kerr, e il 36.3% dall’arco. Recupera 6.3 palloni a partita che il dato più basso tra tutte le squadre approdate alle semifinali di Conference e non sono impeccabili ai liberi, il 77.3% che potrebbe influire contro l’82.4% dei Warriors in partite che si decidono in volata. L’impressione è che gli Spurs per produrre la loro pallacanestro abbiano bisogno di momenti, a volte partite intere, nelle quali rallentare e recuperare energie. Contro una squadra che non ti permette mai di respirare potrebbe essere fatale.

Golden State-San Antonio gara 1: Golden State a 1.16 con Betfair, San Antonio a a 6.50 con Eurobet.

Quote vincente serie Eurobet: Golden State vincente 4-0 a 3.00, 4-1 a 2.50, 4-2 a 5.00, 4-3 a 6.00.

Spurs vincente 4-0 a 21.00, 4-1 a 14.00, 4-2 a 13.00, 4-3 a 9.00.

Pronostico Infobetting: Warriors 4-2

Articoli correlati