L’Italia del primo pomeriggio è meno scintillante di quella notturna, ma altrettanto efficace: vince di misura e vola agli ottavi a punteggio pieno. Contro la Svezia la nazionale di Conte gioca una partita fisiologicamente dai ritmi più bassi, controlla più che aggredire ma dimostra i limiti conosciuti quando deve costruire gioco, senza registi di ruolo, contro avversari che non concedono spazi e profondità agli esterni. E’ una partita a scacchi, quella contro Ibrahimovic, che nel primo tempo finisce in stallo perché la difesa scandinava è più attenta rispetto a quella, allegra, del Belgio e di vere occasioni non se ne vedono. L’intensità è più fisica che tecnica, la linea difensiva azzurra, con i tre ‘bastardi’, è come al solito una garanzia mentre Florenzi, unico cambio rispetto all’esordio al posto di Darmian, è disciplinato ma non incide a sinistra. Anche Parolo fatica ad alzare il livello di qualità tecnica, mentre Giaccherini soffre i chili e i centrimetri che concede ai difensori svedesi.
Ma è sempre l’Italia di Conte, e lo si vede nel secondo tempo. Il Ct continua a dare fiducia a Eder (grande prestazione: corre, lotta, contrasta a tutto campo), manda in campo Zaza al posto di Pellè e sono loro due a confezionare l’azione che a dieci minuti dalla fine manda l’Italia in vantaggio e agli ottavi: sponda dello juventino, magia dell’oriundo che si sblocca in azzurro e vittoria del girone ipotecata. Questa nazionale fatica a costruire gioco quando non sono gli avversari a fare la partita e contro la Svezia è sempre una battaglia sul piano atletico. Ma Giaccherini e Parolo crescono nel secondo tempo, e il gol è un altro piccolo gioiello di preparazione ed esecuzione tecnica, nonostante questa nazionale sia nota per essere quella con meno talento di tutti i tempi. E se anche l’Italia produce poco nella metà campo avversaria, dalla cintola in giù è impenetrabile: prestazione monumentale di Chiellini e Barzagli, che annullano Ibrahimovic (pericoloso solo una volta nella ripresa e in fuorigioco) e riducono al silenzio totale Guidetti. L’Italia, in 94 minuti di partita, non subisce un tiro nello specchio della porta. La Svezia non produce mai veri pericoli per Buffon, ma è più disciplinata tatticamente del Belgio e non si fa mai sorprendere dalle soluzioni verticali di Bonucci (ottima prova di Olsson e Granqvist) ma hanno loro pure poca qualità a centrocampo e adesso devono battare il Belgio per sperare di andare avanti.
Italia confermata nell’undici iniziale, è la stessa del Belgio con Florenzi al posto di Darmian, nel 4-4-2 svedese c’è Guidetti accanto a Ibrahimovic. La linea difensiva azzurra è altissima e Conte prova a scavalcare il centrocampo svedese con lanci alti per innescare Florenzi e Candreva sulle fasce. E’ proprio l’esterno della Roma il primo a cercare la conclusione, al 10′, destro centrale tra le mani di Isaksson. Le squadre sono speculari, linee difensive molto alti e pressing aggressivo sui portatori di palla. La Svezia prova a rendersi pericolosa sulle palle alte ma nei primi 25 minuti non succede granché. Il copione non cambia perché l’Italia non ha necessità di fare la partita, gli scandinavi provano a fare possesso palla ma hanno poca qualità in mezzo al campo e il primo tempo si risolve senza nessuna vera occasione da gol. Guidetti svirgola di destro al 39′ su un’invenzione di Ibrahimovic, che però è sempre costretto da Bonucci e Barzagli ad arretrare di trenta metri per toccare il pallone, Pellé fatica a prendere posizione contro Granqvist e Florenzi è il più contratto tra gli azzurri.
Non ci sono cambi a inizio ripresa, al 48′ per la prima volta in transizione l’Italia è pericolosa sull’asse Eder-Pellè, con quest’ultimo che calcio alto di destro dal limite. Gli azzurri sono più propositivi e trovano più spazio a destra con Candreva. Al 58′ staffetta in attacco: fuori Pellè, dentro Zaza. La aprtita continua a essere spigolosa fisicamente, al 68′ c’è il primo cartellino giallo per l’Italia, se lo guadagna De Rossi per un intervento in ritardo su Kallstrom. Si vede anche Ibrahimovic al 71′, che incredibilmente su un insidioso traversone basso dalla sinistra spedisce sopra la traversa da mezzo metro a porta vuota, ma è in fuorigioco. Conte replica la mossa del secondo tempo col Belgio, al 73′ fuori De Rossi e dentro Thiago Motta. Doppio cambio anche per la Svezia, in campo Durmaz e Lewicki con l’intento di aprire sbocchi sugli esterni (fuori Ekdal). La palla gol arriva all’81’: Giaccherini dal vertice sinistro dell’area pennella sul secondo palo, Parolo sbuca da dietro ma è la traversa a salvare la Svezia. Entra Sturaro per Florenzi, dentro anche Berg per un deludente Guidetti, quindi l’Italia passa all’88. Rimessa lunga di Chiellini, grande sponda di Zaza che di testa innesca Eder: salta due uomini e di destro fredda nell’angolo sinistro Isaksson. La Svezia si butta in attacco e al 94′ Bonucci rischia in area di provocare un rigore su Granqvist con un intervento scomposto. Ma l’arbitro lascia correre e l’Italia vola agli ottavi: a punteggio pieno e con la porta inviolata.
ITALIA – SVEZIA 1-0
Italia (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Candreva, Parolo, De Rossi (74’ Thiago Motta), Giaccherini, Florenzi (85’ Sturaro); Éder, Pellè (60’ Zaza). Ct: Antonio Conte
Svezia (4-4-2): Isaksson; Lindelöf, E.Johansson, Granqvist, M.Olsson; Larsson, Ekdal (79’ Lewicki), Källström, Forsberg (79’ Durmaz); J.Guidetti (85’ Berg), Ibrahimović. All. Erik Hamrén
Arbitro: Viktor Kassai (Ungheria)
Marcatori: 88’ Éder (I)