A fine ottobre avevamo parlato del Dream Team del Pallone d’Oro, ovvero la giuria che vota il premio più prestigioso dell’anno che, in assenza del premio più prestigioso dell’anno, nel 2020 era impegnata a votare l’undici ideale di tutti i tempi. Già due mesi fa elencando i candidati ruolo per ruolo si era ipotizzato che alcune scelte sarebbero state inevitabili all’interno del 3-4-3 scelto come modulo per la votazione e che evidentemente tante assenze illustri sarebbero state anche più difficili da motivare. Questo è l’undici scelto dai votanti.
Dream Team Pallone d’Oro
Yashin
Maldini – Beckenbauer – Cafù
Pelè – Matthaus – Xhavi – Maradona
Cristiano Ronaldo – Ronaldo – Messi
Naturalmente alcune scelte dei 140 giornalisti votanti erano inevitabili. Non si poteva certamente tenere fuori Pelè e Maradona, così come era impensabile escludere Cristiano Ronaldo e Messi. Ma naturalmente fare l’undici ideale di tutti i tempi significava restringere in undici nomi almeno sessanta anni di calcio e probabilmente l’intento di questa operazione era proprio quello di fare discutere. Infatti lo fa. Zoff e Buffon sarebbero state scelte altrettanto dignitose in porta. Se Maldini come terzino sinistro è una scelta legittima, a destra si può discutere perché se c’è dentro Cafù rimangono fuori Gentile e Bergomi, ma anche Carlos Alberto e Berti Vogts. Così come Franco Baresi o Gaetano Scirea avrebbero potuto stare alla pari con Beckenbaurer.
Sui due centrocampisti difensivi si può discutere all’infinito visto che al posto di Xhavi e Matthaus avreste potuto posizionare Tardelli, Falcao, Rijkjaard, Tigana o Gerrard e nessuno avrebbe potuto contestarlo. Ma è tra i centrocampisti offensivi che la faccenda diventa quasi surreale, visto che se Pelè e Maradona erano nella formazione ideale ancora prima di immaginare la formazione ideale, questo significa che rimangono fuori Platini, Rivera, Totti, Zidane, Socrates e Baggio, e ci sarebbero ancora da citare Zico, Mazzola, Bobby Charlton e Puskas.
Un discorso simile si può fare anche per il trio offensivo, con Messi che a destra toglie il posto a George Best e Garrincha tra gli altri e Cristiano Ronaldo a Rivelino, Rummenigge e Ronaldinho, anche se fin qui è una tesi sostenibile. Venendo agli attaccanti centrali il Ronaldo brasiliano indubbiamente ha una sua collocazione legittima, ma questo significa che restano fuori Van Basten e Gerd Muller, ma soprattutto Cruyff. Ed ecco che un undici ideale privo dell’uomo che probabilmente ha portato il calcio dei pionieri nell’epoca moderna diventa difficile da concepire dal punto di vista tecnico e filosofico. Probabilmente, e ci ripetiamo, sarebbe stato più utile e probabilmente anche più interessante per ripassare la storia del calcio, scegliere un undici ideale per ogni decennio dagli anni cinquanta in avanti. Si sarebbero potuti paragonare giocatori che hanno giocato nella stessa epoca e anche il criterio di valutazione avrebbe potuto essere più equilibrato.