La Roma affonda: perde il derby, la faccia e forse il secondo posto!

Derby Roma Spalletti perde ancora con Inzaghi

Una cosa alla Roma va riconosciuta. Quando cade, lo fa seriamente. L’Iceberg non viene preso di striscio, lo si centra e se necessario si fa retromarcia per completare l’opera ed essere sicuri dello sfascio più completo.

Poco più di un mese fa, i giallorossi erano in corsa per lo scudetto, qualificati per gli ottavi di Europa League e per la semifinale di Coppa Italia. Al 30 aprile la Juventus è irraggiungibile e le due vittorie nelle partite di ritorno con Lione e Lazio non sono servite a evitare l’eliminazione dalle due Coppe ma semmai a renderle più amare.

Poi, è arrivato il derby di domenica, giocato in casa, con la possibilità di vendicare il recente ko in Coppa Italia e di allungare sul Napoli, oltre a quella di accorciare sulla capolista.
E invece, in poco meno di due ore, la Roma è stata protagonista di una serie di figuracce spaventose, memorabili, senza precedenti.
Al punto da far passare l’1-3 in secondo piano, sconfitta che può compromettere la stagione e il futuro prossimo del club giallorosso.

1. Il pareggio è arrivato solo grazie alla vergognosa simulazione di Kevin Strootman, il cui volo ha indotto Orsato a fischiare un rigore grottesco. Non una bella uscita, per l’olandese.

2. Daniele De Rossi ha realizzato dagli undici metri e poi senza motivo si è lasciato andare a un’esultanza scomposta e irriverente. Non è la prima volta che accade a Capitan Futuro, trattasi di aggravante.

3. Ancora una volta la Curva Sud non c’è stata. Questo il comunicato emesso poche ore prima del derby. “Non è più il derby che aspettavamo, non è più un’occasione per festeggiare o cantare, non troviamo più motivo di fare tutto questo, dopo che i nostri Fratelli, già sottoposti a DASPO, vengono affossati da nuove misure cautelari che li penalizzano in famiglia ed a lavoro. Hanno creato dei mostri, allora vi diciamo che lo siamo tutti. Per rispetto non canteremo e non porteremo bandiere, siamo tutti Ultras, siamo tutti mostri”. In campo non c’era la Roma, in tribuna non c’erano i suoi sostenitori più accesi.

4. Nel secondo tempo, incassato il nuovo vantaggio biancazzurro segnato da Basta, la Roma non ha più tirato in porta rischiando invece la storica imbarcata contro una Lazio che in avvio aveva rinunciato a Immobile e Felipe Anderson.

5. Secondo derby perso in stagione, Lazio assoluta padrona di Roma considerato anche l’epilogo negativo della sfida in Coppa Italia.

6. All’ultimo minuto, a completare il disastro, ci ha pensato Rudiger con l’entrata assassina su Djordjevic che gli è valso il cartellino rosso e la probabile assenza con Milan e Juventus. Complimenti, identica sciocchezza commessa nel finale della sfida al Villarreal e conseguente assenza a Lione.

7. In serata il Napoli è passato a San Siro e si è riportato a -1, forte di una condizione psicofisica infinitamente superiore e di un calendario favorevole. Il sorpasso è imminente…

8. Questa volta Spalletti ha concesso a Totti qualche minuto in più, nel disperato tentativo di riattivare un po’ di energia in un Olimpico anestetizzato. Il Capitano non ha inciso, polemiche oggi a Roma per l’uscita dal campo sorridente del numero 10.

9. Settimana dopo settimana si è indebolita la posizione di Luciano Spalletti, ora ritenuto il colpevole numero 1 della clamorosa flessione dei giallorossi. Al punto che la sua posizione attendista rispetto al rinnovo del contratto viene considerato ora il motivo principale dei recenti ko. Il tecnico toscano, scherzato ripetutamente da Simone Inzaghi, è sempre più lontano da Roma. C’è tanto lavoro da fare per il nuovo arrivato Monchi.

10. L’1 maggio festivo non ha lenito le polemiche rispetto alla disfatta di ieri. Sui Social network e nelle radio impazzano le polemiche, il tutticontrotutti, la ricerca del colpevole. In queste condizioni impossibile pensare di salvare il secondo posto. Si rischia di perdere anche quello, oltre alla faccia. Quella è andata nei 90 minuti “giocati” contro la Lazio.