
La seleccion argentina è in grave crisi e Messi finisce al centro di pesanti critiche. Mi aspettavo di trovar traccia di tutto ciò analizzando le ricerche fatte su Google nell’ultima settimana. Ho provato prima con l’edizione italiana e la parola più frequentemente abbinata al nome del campione del Barcellona è ‘tatuaggio’.
Ho pensato: “i soliti italiani”. Ma mi sono subito pentito. In fondo, è la nazionale argentina che va male, mica la nostra. Sicuramente provando ad analizzare le ricerche collegate alla Pulga in patria troverò tutt’altro.
Assolutamente no: è tutto un ‘nuevo tatuaje de messi’, o anche ‘tatuaje de messi en su pierna’ e via dicendo. A proposito, trovo che il suddetto tatuaggio sia veramente orrendo, per cui se siete tra i pochi (onore a voi) che non lo avete ancora visto, cercate in rete.
Eppure, dopo le tre pere che la Seleccion ha incassato a Belo Horizonte dal Brasile c’è poco da pensare al tatuaje. Poi la smetto, lo prometto, vorrei solo far notare come San Juan, la località argentina che ospiterà la prossima partita della squadra di Bauza contro la Colombia, guidi questa particolare classifica.

Saranno curiosi di vederlo dal vivo. Anche se al debutto el tatuaje ha menato una discreta rogna.
Dopo l’ultima sconfitta la seleccion è precipitata al sesto posto del girone CONMEBOL di qualificazione ai Mondiali del 2018. Se finisse così sarebbe eliminata. Clamoroso.
Il calendario le concede due turni casalinghi consecutivi ma le avversarie non sono certo facili. Colombia il 15 novembre e poi il Cile ma solo a marzo 2017. Poi andrà in Bolivia (abbordabile) e in Uruguay (difficile).
Si gioca tanto già nella sfida contro i Cafeteros che in classifica precedono l’Albiceleste di due punti e in caso di sconfitta potrebbe essere difficile raggiungerli. Da quanto si legge pare che Banega e Aguero prenderanno il posto di Biglia e Higuain. I problemi difensivi però restano.
Veniamo alle critiche, ce ne sono di vario tipo. Una parte della stampa, ad esempio, lo accusa di portare in nazionale i suoi amici. Pablo Lafourcade ha scritto: “Si el precio de la presencia de Messi es seguir soportando a los Di Marías, Agüeros, Higuaínes, Zabaletas y Romeros, después de una noche tan nefasta como esta, prefiero una refundación bajo un líder más terrenal”. Non penso che ci sia bisogno di tradurre.
E’ forse la critica del momento. Le altre, compreso l’improponibile paragone con Diego Maradona, le abbiamo già lette.
Passarella, ma questo già prima della batosta di Belo Horizonte, vorrebbe che gli fosse tolta la fascia di capitano. Per togliere pressione, ha dichiarato.
In Spagna, e non poteva essere altrimenti, i partiti pro e contro la Pulga si formano anche in base alla fede calcistica. Blaugrana o blanca.
Lluís Mascaró, giornalista catalano, sostiene ad esempio che Messi non dovrebbe più giocare con la seleccion. Se volete approfondire, questo è il suo articolo.
Ma c’è anche la voce madrliena, più precisamente quella di Defensa Central. Oltre a riprendere le parole di Lafourcade sottolinenano quanto invece gli argentini siano realisti al contrario di certa stampa locale, in ginocchio di fronte alle gesta di Leo: “…periódicos españoles, que viven arrodillados ante cualquiera de sus gestos.”
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