
La Premier League è in questo momento con ogni probabilità il campionato di calcio più importante e apprezzato nel mondo. Un torneo che regala sempre grandi emozioni, preso ad esempio dagli altri tornei continentali, e caratterizzato da un’anomalia relativa al calendario.
In Inghilterra, infatti, i turni del girone di ritorno non combaciano mai con quelli di andata. Un esempio? In Premier League può capitare che la diciottesima giornata di andata che si gioca il 26 dicembre veda in campo Liverpool-Leicester e Manchester City-Sunderland, che poi si ritrovano il 2 febbraio per il 24esimo turno, solo 45 giorni dopo.
Una decisione figlia del business legato ai diritti televisivi e degli impegni delle tante squadre inglesi impegnate nelle varie coppe nazionali e internazionali. In Premier League, insomma, il girone d’andata non è mai uguale a quello di ritorno e ciò può portare scompensi, oltre che vantaggi e svantaggi di vario genere.
D’altra parte, funziona così in Eredivisie e in altri campionati meno importanti. In queso senso fa scuola l’NBA, che non ha mai varato un calendario simmetrico e che inserisce appositamente le sfide più attese (Warriors-Cavaliers, Celtics-Lakers, ecc.) in occasione delle festività, soprattutto a Natale.
Bene. Molto bene. Qualcuno ha spiegato questo meccanismo a Maurizio Sarri, prima che firmasse il contratto col Chelsea? No, perché altrimenti le conferenze stampa di fine partita conoscerebbero solo questo argomento. Altro che anticipi e posticipi, scudetti persi per gli arbitri, in albergo e amenità varie.
Sorry, Sarri: in Premier League funziona così!







