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I Celtics fermano anche i Warriors, Harden travolge i Suns con 48 punti

I risultati della notte Nba.

Boston-Golden State 92-88

Quattordicesima vittoria consecutiva. La macchina da canestri implacabile dei Warriors tenuta a 88 punti segnati. I Celtics in questo momento dominano la Nba e superano anche l’esame più difficile in un finale in volata nel quale il protagonista è Kyrie Irving che segna 11 dei suoi 16 punti nel quarto periodo compresi i quattro liberi decisivi nel finale. A 14 secondi dalla fine Boston è avanti 90-88 e la palla è nelle mani di Durant che sbaglia il tiro del pareggio dalla media. E’ Tatum, il rookie rivelazione, a siglare dalla lunetta i liberi della vittoria e nella notte che premia ancora i Celtics c’è un’altra storia da raccontare. E’ quella di Jaylen Brown, l’ala al secondo anno che solo la sera prima aveva perso il suo migliore amico dell’infanzia ed era indeciso se giocare o meno. Alla fine è andato in campo trovando anche una delle sue migliori prestazioni in carriera con 22 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate. Ma è una partita prettamente decisa dalla difesa dei padroni di casa, che vincono una partita che non dovresti vincere tirando il 32.9% dal campo e 7/32 dall’arco. Golden State sembra scappare agevolmente andando 28-18 nel primo periodo e scappando a più 17 ma i Celtics imbrigliano il loro attacco che rimane fermo a 40 punti segnati tra secondo e terzo periodo. La squadra di Kerr non trova continuità offensiva, si ferma al 40.2% dal campo e al 31.3% da tre perdendo la sfida anche in lunetta dove chiude soltanto 12/19. Boston ha più convinzione e più aggressività nell’attaccare il ferro e la differenza la fanno proprio i liberi, 33/38 per i Celtics ed è raro vedere una squadra che ne tira più dei campioni. L’intero quintetto di Stevens va in doppia cifra, 18 e 11 rimbalzi per Horford alla seconda doppia doppia consecutiva e 12 con 4 rimbalzi per Tatum. Irving getta la maschera nel secondo periodo e aiuta con 16 punti e 6 assist. Dall’altra parte Durant è l’unico con mira costante, 24 punti e 3 assist, mentre Curry e Thompson si fermano a 22 punti in coppia con 8/28 dal campo e 5/20 dall’arco. Gli Splash Brothers non pungono e anche Green fatica a fare canestro nonostante una prova sapiente da 11 punti, 8 rimbalzi e 5 assist. Per i Warriors poco contributo dalla panchina, peggiore prestazione offensiva stagionale e quarta sconfitta, i Celtics volano a 14-2 e nessuna squadra aveva mai aperto una striscia di vittorie così lunga dopo avere perso le due partite inaugurali.

Phoenix-Houston 116-142

James Harden decide che è il momento di esplodere e lo fa nel deserto nella migliore prestazione della stagione per travolgere i Suns. Il barba segna 48 punti e solo 23 li dipinge nel secondo periodo, quando i Rockets sono già abbondantemente sulla corsia di sorpasso dopo un primo periodo chiuso 45-23. Phoenix decide di non difendere contro il migliore attacco della Lega e il risultato è che incassa 90 punti a fine primo tempo e 120 quando manca ancora un quarto da giocare. Houston festeggia il ritorno di Chris Paul tirando il 61% nel primo tempo e registrando il secondo più alto numero di punti segnati nel primo tempo nella storia della Lega.

La partita è talmente a senso unico che prima dell’intervallo D’Antoni, che a Phoenix ha lasciato ricordi indelebili, ha anche modo di fare teatrino con un tifoso dei Suns che gli strilla ‘Siediti Mike, hai una certa età’. Il coach risponde ‘Ho solo 25 anni, non sai nemmeno contare’. I Suns pagano l’assenza in area di Chandler e Dudley, hanno il debutto di Monroe e un Booker da 18 punti e 10 assist, ma sono statistiche prive di profondità. Quelle dei Rockets parlano di 21 triple segnate e 27 assist su 43 canestri dal campo. Il play nel suo rientro va in doppia doppia, 11 punti e 10 assist, Anderson che ne segna 24 con sei triple, l’intero quintetto dei Rockets è in doppia cifra e Capela produce 12 punti e 10 rimbalzi. Houston adesso affianca Golden State in testa alla Western Conference.

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