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Costacurta apre alle seconde squadre. Ma in Europa come funziona?

Dopo l’apertura ufficiale di Alessandro Costacurta dei giorni scorsi, si può dire ufficialmente che il calcio italiano aprirà alle seconde squadre. «Ci sarà un bando. I club di Serie A potranno chiedere di iscrivere il loro secondo team al campionato di Lega Pro. Le secondo squadre che i club di A decideranno di iscrivere giocheranno in Lega Pro e occuperanno i posti dei club che non si iscrivono. Quest’anno non ci saranno ripescaggi e i buchi saranno occupati dai club che aderiranno al bando – ha spiegato Costacurta – Le squadre B saranno composte di Under 21, con due fuoriquota Under 23 e dovranno avere in rosa un numero minimo di giocatori convocabili per le Nazionali italiane. Le squadre potendo essere promosse o retrocedere ma potranno mai giocare nel campionato della prima squadra».

A poche ore dall’annuncio è arrivata la dura presa di posizione del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. «A me non sta bene una squadra in serie C ma una seconda squadra dove possono giocare pure gli esuberi della prima. Un conto è farli giocare in B, un altro in C, che è meno allenante e pure mortificante, lì si gioca a calci negli stinchi, si rischiano infortuni. Si parla tanto ma ma c’è un disegno organizzativo? Si vuole copiare la Spagna? O parliamo per aprire bocca come è accaduto nei giorni scorsi? Chi parla istituzionalmente non è uno che sta all’interno del lavoro dei club: è solo un fatto politico, si parla di qualcosa così a caso».

Le altre realtà calcistiche evolute in Europa sono decisamente avanti a noi: in Inghilterra l’idea di un campionato riserve è nata nel 1911, quando venne creata la Central League. Nel 1999 è stato sostituito dalla FA Premier Reserve League, riservata alle squadre del massimo campionato, con promozioni e retrocessioni legate al destino della società nella Premier League. Dal 2012 il campionato riserve si è trasformato nel vertice del calcio giovanile. Diviso in due fasce d’età (Under 21 e Under 18), basato su due livelli per il campionato Under 21 e su tre livelli per quello Under 18 (indipendenti dai risultati della prima squadra). Al torneo Under 21 partecipano 24 squadre, 12 in Division One e altre 12 in Division Two. Possono giocarci calciatori tra gli Under 16 e gli Under 21, i fuoriquota sono tre.

In Germania esistono le vere e proprie squadre B, parte integrante nel calcio professionistico anche se non possono andare oltre la terza divisione. Dal punto di vista regolamentare, non esistono limiti di età e c’è libertà di passaggi di giocatori tra la prima e la seconda squadra nel corso della stagione, anche fuori dalle consuete finestre di mercato.

In Spagna le seconde squadre partecipano al calcio professionistico, a patto di essere iscritte almeno una serie al di sotto delle prime squadre (e quindi non possono essere promosse in Liga e vengono retrocesse nel caso di retrocessione della prima squadra). Anche in Spagna le promozioni e le retrocessioni sono libere, nessun limite d’età e passaggi liberi fuori dal mercato a patto che i trasferimenti siano di calciatori al di sotto dei 23 anni.

In Francia esistono le squadre B ma non fanno parte del calcio professionistico: le società con un centro di formazione proprio possono salire al massima in quarta serie), le altre in quinta serie. Nessun limite d’età e nessuna limitazione al passaggio dei giocatori.

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