Basket Nba risultati, Golden State a valanga – Tutto nella norma alla Oracle Arena e i Warriors ricominciano il loro cammino verso il migliore record della Lega. Vittoria 123-92 e partita indirizzata già dopo il primo periodo, chiuso 30-17 dai padroni di casa. Il vantaggio si dilata fino al più trentuno del quarto periodo, 37-22 il parziale, e Golden State manda tutto il quintetto in doppia cifra. Stavolta Curry si tiene le magie nella tasca e lascia a Thompson il compito di colpire, 28 punti e 6/9 dall’arco. Durant ricama 22 punti e 10 rimbalzi, Green fa 19, 8 e 6 assist, notte non competitiva da 56% dal campo e il 53.6% dall’arco. Gli assist sono 37 su 48 canestri di squadra, ormai abitudine per una squadra che sta cambiando il gioco. I Bulls vengono travolti senza Wade e Butler, fuori per infortunio. Lopez fa 17 e 10 rimbalzi, Rondo 12 e 6 assist ma sono briciole statistiche dentro una serata da 16% dall’arco.
Basket Nba risultati, Boston cade a Sacramento – I Celtics fermano la loro caccia ai Cavs e perdono in casa della squadra più pazza della Nba. Finisce 108-92 per i Kings che stanno in letargo nel primo tempo e decidono di giocare nel secondo, chiuso 59-43 con l’ultimo periodo a senso unico. Stavolta Thomas è meno efficace nella seconda parte di gara, segna 26 punti con 7 assist ma si ferma a 6/16 dal campo. Horford e Crowder non pervengono quando Sacramento allunga e Boston non ha mira dall’arco, 31.3% con 17 palle perse. I Kings ne approfittano e portano a casa la vittoria nonostante l’assenza di Cousins, fermato dalla Lega dopo avere collezionato due sere fa il diciottesimo fallo tecnico della stagione. L’eroe è Darren Collison che segna 26 punti con 4 recuperi, altri quattro uomini in doppia cifra con la panchina che produce 50 punti, un Barnes da 14 e 11 rimbalzi e un McLemore da 17 e 7/12 dal campo. Esattamente ciò che per una sera manca ai Celtics.
Basket Nba risultati, brivido Wizards – Anche Washington stava per mandare all’aria la notte in casa dei Nets. Finisce 114-110 e ci vuole un supplementare per trovare la vittoria che manda la capitale al terzo posto della Eastern Conference. I Wizards non convincono per tre periodi e nell’ultimo forniscono una storia nuova a Brooklyn, la rimonta che si concretizza nei dintorni della sirena. Qui Gortat piazza la schiacciata del più due, ma Bogdanovic concretizza l’isolamento del 100-100 a 40 secondi dalla fine che produce la continuazione. E’ il momento dei nomi forti. Ci pensano Beal con una tripla, Porter con un lay up e Wall con due liberi, oltre a una tripla sbagliata di Bogdanovic, a dare la vittoria agli ospiti. Il play segna 23 punti con 12 assist, il collega di reparto fa anche meglio con 31 e 2 recuperi, l’ala scrive 20 e 10 rimbalzi. In questo momento il pacchetto di esterni più efficace sull’Atlantico. I Wizards vincono tirando il 41% dal campo e ai Nets manca l’ultimo centesimo per fare l’affare, ovvero qualcuno che aiuti i 20 punti di Lopez e i 21 e 4 assist di Bogdanovic a non sentirsi troppo soli.
Basket Nba risultati, le altre partite – I Cavs sembrano essersi rimessi in carreggiata e vincono la quarta partita consecutiva, la seconda in trasferta dopo la maratona di Washington. Vincono sul campo dei Pacers, reduci da sette vittorie consecutive, 132-117 una partita a due facce. La prima controllata dai padroni di casa nel primo tempo, la seconda ribaltata con un terzo periodo da 40-18 firmato come sempre dalla nobiltà. James fa 25 con 9 assist, Irving 29 con 12/22 dal campo, Love 14 e 10 rimbalzi. Ma i tre tirano 2/14 dall’arco e l’uomo decisivo finalmente è Korver, che dalla panchina spacca la notte con 29 punti e 8/9 dall’arco, mai così tante triple a bersaglio per lui dal 2007.
La notizia è fondamentale per Cleveland che sul piano offensivo si sta attrezzando per combattere con i Warriors. I Pacers concedono il 54.8% dal campo ma non sfigurano, mandano quattro uomini in doppia cifra con Teague da 22 e 14 assist e George da 22 e 8 rimbalzi. Tirano con il 52% dall’arco ma non hanno un nome in grado di spezzare la partita fuori dal quintetto, ci sono quattro squadre in lotta dal terzo al sesto posto della Eastern Conference racchiuse in tre partite.
A farne le spese nella notte sono i Raptors, che perdono in casa dei Wolves 112-109 e finiscono al terzo posto nella Eastern Conference. Toronto fa la partita, va avanti senza scappare ma finisce di nuovo la benzina nel quarto periodo e Minnesota ne approfitta. DeRozan segna il canestro del pari, Jones dall’arco manda avanti i Wolves di tre, due liberi di Wiggins danno il risultato finale con Lowry che ha per le mani la tripla del pareggio e la manda sul ferro.
Wiggins e Towns fanno abbondanza, 60 punti in coppia con 14 rimbalzi del centro e 31 punti dell’ala, con Muhammad che inventa una notte da 22 punti uscendo dalla panchina. I canadesi sprecano una serata da 53% dal campo, 30 punti e 4 rimbalzi di DeRozan e 20 e 5 assist di Lowry, sei sconfitte nelle ultime dieci giocate e quadro di primavera che si complica.
Gli Spurs ricominciano a correre e senza fatica vincono 111-103 a Philadelphia. I padroni di casa non vanno mai in vantaggio e anche se San Antonio non supera mai i tredici punti di distacco la partita è a senso unico. Leonard trascina il quintetto, tutto in doppia cifra, con 32 punti, 6 rimbalzi e 5 assist. Aldridge da 15 e 10 rimbalzi non è una notizia, Dedmon tra i titolari da 10 e 11 sì, il resto lo fanno il 52.7% dal campo e la difesa di Popovich. I Sixers hanno Okafor e Saric da 20 punti, gestiscono in maniera oculata il pallone ma non trovano la scintilla per cambiare la serata.
Continua l’incredibile striscia di vittorie di Miami, aggiornata a dodici dopo la vittoria a Milwaukee 106-88. Gli Heat giocano con autorità, i Bucks sono in crisi di identità, il primo periodo finisce 28-15 e il resto della partita è logica conseguenza. Ospiti avanti di venti a inizio quarto periodo e gli uomini di Kidd, otto sconfitte nelle ultime dieci giocate, non hanno energie e idee per cambiare il destino. Solo Antetokounmpo e decente, 22 punti e 8 rimbalzi, insieme a Parker da 14 punti e 2 assist. Miami ha un Whiteside da 23 e 16 rimbalzi, Dragic fa 16 e 7 assist, James Johnson produce 20 punti con 7/12 dal campo e i playoff non sono più un sogno proibito.
I Nuggets si inceppano ad Atlanta e gli Hawks vincono 117-106. Se Denver non trova ritmo in attacco diventa squadra prevedibile, né può fare affidamento su una difesa che concede 72 punti nel primo tempo. I padroni di casa mandano sette uomini in doppia cifra tirando il 50% dal campo e Schroder è il più illuminato con 24 punti e 10 assist. I Nuggets hanno 18 punti e 15 rimbalzi e un Chandler esploso in attacco da quando è stato mandato in quintetto dopo l’infortunio di Gallinari, 24 e 8 rimbalzi. La panchina produce 44 punti ma i problemi di Denver cominciano quando il pallone è in mano agli avversari.
Al Madison Square Garden succede tutto, compresa una leggenda del passato come Charles Oakley che in tribuna litiga con James Dolan proprietario dei Knicks. Sul campo i Clippers battono New York 119-115. I padroni di casa sprecano un vantaggio di dieci punti nell’ultimo periodo e non basta uno strepitoso Porzingis, 27 punti e 4/7 dall’arco, a evitare la quattordicesima sconfitta casalinga, la terza consecutiva, la settima nelle ultime dieci giocate. Anthony ne segna 28 con 9 rimbalzi, Rose 20 con 8 assist ma i Knicks non hanno cuore nei momenti decisivi e non hanno nemmeno l’arco, il 29%. I Clippers ne approfittano con Griffin spostato ala piccola che produce 32 punti e 8 rimbalzi e un Jordan al massimo stagionale, 28 punti con 12/14 dal campo. La situazione nella mela è esplosiva.
I Pistons battono i Lakers 121-102 con un terzo periodo da 36-20 e un dominio a rimbalzo che decide la partita. Drummond fa 24 e 17 rimbalzi, panchina da 60 punti, il 52.6% dal campo. I Lakers hanno 17 e 6 rimbalzi da Randle e bagliori di futuro da Ingram, 15 punti, 4 rimbalzi e 5 assist, ma anche 21 palle perse e l’incapacità di difendere con costanza dalla palla a due alla sirena.
I Jazz vincono 127-94 sul campo dei Pelicans ed è la quarta vittoria consecutiva. Il terzo periodo finisce 28-16, il quarto vede gli ospiti avanti di 39, quarta posizione nella Western Conference meritata per la squadra di Snyder. Che manda sette uomini in doppia cifra compresa una panchina abbondante dalla quale Joe Johnson si alza per 27 punti e 10/14 dal campo, lievitato in maniera impressionante nell’ultima settimana. Davis non è stellare, 12 e 10 rimbalzi, e New Orleans viene travolta sul piano dell’intensità e senza idee in attacco, il 20% dall’arco è emblematico.
I Grizzlies vincono 110-91 in casa contro Phoenix dominando dall’inizio alla fine. Memphis è troppo solida, sei uomini in doppia cifra con Conley da 23 e 5 assist e Gasol da 19 e 7 rimbalzi, e i Suns troppo teneri. Tirano il 33.3% dal campo e non hanno aiuto da Booker e Bledsoe, fermo a 3/15 al tiro, terza sconfitta consecutiva.