Basket Nba risultati, la tripla doppia senza precedenti di Green – Da quando i Warriors sono questi Warriors, cioè la squadra che ha rivoluzionato il gioco contemporaneo, si vedono cose che non si erano mai viste prima. L’ultima, che vale la vittoria 122-107 a Memphis è la prima tripla doppia della storia ottenuta senza andare in doppia cifra nei punti. La realizza Draymond Green che segna solo due canestri ma chiude con 12 assist, 10 rimbalzi, 10 recuperi e ci sarebbero anche 5 stoppate nel carniere.
Cose fuori dal normale per la vendetta sui Grizzlies, indigesti per Golden State a inizio stagione, e tenuti lontani nel punteggio per tutta la partita. Con Thompson da 36 punti e 8 triple, Durant da 24 e 4 assist e un Iguodala da 22 punti e 6/7 dal campo, Curry si permette una serata tranquilla da 18 punti e prepara l’assalto alla casa di Westbrook previsto per stanotte. Aggiungete il 50.6% dal campo e 31 assist su 39 canestri realizzate e avrete probabilmente l’attacco più forte di sempre. I Grizzlies tirano il 39% dal campo, hanno sei uomini in doppia cifra con Conley da 20 e 9 assist ma la sensazione impotente di giocare uno sport diverso.
Basket Nba risultati, Knicks al capolinea? – La polveriera nella mela sta esplodendo e c’è una grande rissa tutti contro tutti da saloon nella quale il proprietario James Dolan ha aggiunto pepe nella notte. In campo i Nuggets vincono 131-123 al Garden e New York perde la quarta partita di fila. I Knicks sembrano piacevoli nel secondo periodo, ma è pura illusione. Parziale incassato di 36-22 nel terzo quarto e la notte se ne va verso Denver in maniera quasi automatica. Jokic trova la maniera di fare il massimo in carriera con 40 punti, 9 rimbalzi, 5 assist, 17/23 dal campo senza che nessun lungo locale possa fermarlo, gli uomini in doppia cifra dei Nuggets sono sette, con Nelson a quota 16 e 12 rimbalzi. Il 56.8% dal campo e il 16/32 dall’arco degli ospiti vi dà l’idea di cosa sia la difesa dei Knicks di questi tempi, Anthony segna 33 punti con 4 assist, Porzingis 17 e 4 rimbalzi ma è spazzato via dentro l’area, in questo momento quello che succede in campo è perfino il problema minore. Il reality show più avvincente della Nba, seguiranno altre puntate.
Basket Nba risultati, la legge di Washington – Ci voleva la sovranità assoluta di LeBron James per fermare i Wizards in casa, ma contro i Pacers i rapporti di forza sono stati ripristinati. Vittoria 112-107 e nona vittoria nelle ultime dieci giocate per la capitale. Ma è stata partita vera tra due forze emergenti della Eastern Conference, decisa nel finale da una tripla di Morris e dalla freddezza in lunetta di Beal e Wall. Non troverete una combo di esterni più efficace in giro per la Lega in questo momento. Il play scrive 26 punti con 14 assist, la guarda 20 punti e 3 rimbalzi, ma il segreto dei Wizards in questo momento è vicino al canestro. Gortat è ormai uomo da doppia doppia costante, 14 punti e 16 rimbalzi, Morris cresce esponenzialmente, 26 e 10 con 3 assist. Alla lunga il quintetto di casa vince la partita perché i Pacers tirano il 19% dall’arco e non aprono l’area. George ne segna 31 con 4 rimbalzi, Teague fa 13 e 9 assist, i Pacers hanno 40 punti dalla panchina e se la giocano ma l’energia di Washington in casa fa la differenza.
Basket Nba risultati, le altre partite – A San Antonio faccende di rodei e cavalli a febbraio tengono l’arena impegnata e costringono gli Spurs a starsene in giro per settimane. La seconda gita è vincente, 103-92 a Detroit quasi senza bagnare di sudore la canotta. La difesa di Popovich tiene i Pistons a 41 punti nel primo tempo, l’attacco è guidato da Leonard con 32 punti, 6 rimbalzi e 5 assist, Dedmon ha scoperto che fare l’alternativa a Gasol è lavoro da 17 punti e 17 rimbalzi e gli Spurs piantano la bandierina in area per dominare la partita. Ci pensa anche Aldridge con 19 e 11 rimbalzi e i Pistons mandano sette uomini in doppia cifra, Drummond a 12 punti e 15 rimbalzi, senza nemmeno impensierire la seconda forza della Western Conference.
Tredicesima vittoria consecutiva degli Heat, la più facile, 108-99 a casa dei Nets. Trama: Brooklyn intorno alla fine del terzo periodo dopo essere stata avanti di undici regala l’ultimo periodo agli ospiti. Svolgimento: esattamente così con 59 punti segnati da Miami nel secondo tempo. Protagonisti: Dragic da 21 punti e 5 assist ma soprattutto una panchina da 56 punti con James Johnson da 26 punti e 8 rimbalzi e il suo omonimo, Tyler, da 18 e 3 recuperi. I Nets hanno Lopez da 30 e 8 rimbalzi, pagano la solita tassa di 22 palle perse e tirano il 43% dal campo. Peggiore squadra Nba degli ultimi anni e ad ogni sconfitta il pensiero va alle prossime due prime scelte al draft, che saranno altissime, in mano ai Celtics.
La crisi dei Bucks tocca il suo punto più oscuro e nell’ottava sconfitta nelle ultime dieci giocate anche i Lakers arrivano in città a dominare 122-114. Gli ospiti vanno avanti con un primo periodo surreale da 47-30, il più prolifico della stagione nella Nba, si mettono a più 27 nel terzo periodo e si possono permettere il lusso di smettere di giocare nel quarto periodo senza pagare conseguenze.
Young sbaraglia la serata con 26 punti e 5/8 dall’arco, la panchina segna 58 punti con quattro uomini in doppia cifra, Zubac da 15 e 6 rimbalzi e Williams da 21 in 19 minuti, i Lakers tirano il 52% dal campo. Milwaukee ha tre che se la giocano e gli altri in silenzio. I 41 con 8 rimbalzi e 6 recuperi di Antetokounmpo, massimo in carriera, non verranno nemmeno ricordati, i 18 di Brogdon e i 15 di Beasley nemmeno, 20 palle perse di squadra e Jason Kidd ha talmente tanti problemi di intensità che non sa da dove cominciare a mettere le mani.
Coi Kings ci si diverte, questo è sicuro. Cousins torna dalla squalifica e mette in piedi una battaglia con gli Hawks che finisce 108-107 per i padroni di casa. Naturalmente non è così banale, Atlanta va avanti di 22 nel terzo periodo ma Sacramento costruisce la rimonta segnando 34 punti nell’ultimo quarto e il finale si gioca a viso aperto a colpi di sganassoni da una parte e dall’altra. Finale: Schroder segna il 105-104 dentro l’area, Cousins sorpassa correggendo al vetro un suo stesso errore a 20 secondi dalla fine, Millsap con 8 secondi da giocare inventa una giocata sulla linea laterale che porta al canestro del vantaggio Hawks. La palla va in mano a Collison, che di sinistro va dentro e butta per aria una parabola altissima che bacia il vetro e dà i due punti della vittoria. A quattro secondi dalla fine c’è anche tempo per la stoppata decisiva di Barnes su Hardaway Jr.
Epilogo bellissimo e tre Kings a 22 punti: Cousins con 11 rimbalzi e 6 assist, Collison con 4 assist, McLemore con 4 recuperi. Atalanta ha 28 punti di Hardaway Jr e 25 con 6 rimbalzi di Millsap ma paga l’inconsistenza in attacco di Howard e una panchina trasparente con la palla in mano.
I Pelicans vincono 122-106 a Minneapolis con un secondo tempo da 61 punti e tenendo i Wolves a 17 punti nell’ultimo periodo. Ci pensa Davis che prende possesso della notte con 42 punti, 13 rimbalzi e 16/22 dal campo, supportato da altri tre uomini del quintetto in doppia cifra e Holiday a quota 25 punti e 12 rimbalzi.
Gli ospiti tirano con il 60% dal campo e senza difesa gli uomini di Thibodeau sono appena normali, 36 punti e 8 rimbalzi di Towns e 29 con 11/17 dal campo di Wiggins non allungano la coperta che è troppo corta quando gli interpreti principali hanno bisogno di riposo.
I Bulls si riscoprono fragili e giocano una pessima partita a Phoenix perdendo 115-97. La storia si risolve nel secondo periodo con il parziale dei Suns 28-17 e coppia di esterni di casa in grande spolvero. Bledsoe produce 23 punti e 8 assist, Booker 27 con 5 rimbalzi e 4 assist, 14 e 11 rimbalzi di Williams dalla panchina. I padroni di casa tirano il 50% dal campo, Chicago il 26% dall’arco ed è la solita sofferenza sul perimetro. Non servono quattro uomini del quintetto in doppia cifra, 20 punti e 6 assist di Butler, 18 e 6 di Wade ma tirando in coppia 13/32, squadra lunatica se ce n’è una e per l’ultimo posto playoff nella Eastern Conference sarà battaglia tra loro, Pistons, Hornets, Heat e Bucks. Prevedesi un grande affollamento di primavera.