
Basket fotografia. La partita vista da uno obiettivo. Anzi da un obiettivo.
Vivere una partita di basket dalle diverse prospettive. Tipo quella di una macchina fotografica a bordo campo…
LIVELLO LUCI ok, AUTOFOCUS ok, INQUADRATURA: campo lungo, le squadre sfilano da sinistra verso il centro del campo.
PROSPETTIVA AEREA: sedie colorate, spruzzi di tifosi, qualche migliaio di mani che applaudono.
PRIMOPIANO sulle mani dell’arbitro che sorreggono la palla in mezzo ad un nugolo di giganti protesi verso l’inizio di una partita che per me è, come le altre, un frenetico servizio fotografico, scatti di emozioni sportive visti da un mirino che è l’ossessione di ogni giocatore, proprio dietro l’agognato canestro, sponda per le buche dichiarate di virtuosisti del parquet.
Primo tempo: CAMPO LUNGO, attivo il grandangolo e mi godo le nostre azioni d’attacco. Sfocati, sfilano in campo medio le azioni avversarie che si tramutano in canestri probabili o spietati, una macchia di colore arancione che mi offusca la vista e impalla, per un attimo, l’intera scena.
Basket fotografia. La partita vista da uno obiettivo. Anzi da un obiettivo.
Secondo tempo: abbasso i TEMPI DI ESPOSIZIONE, ri-posiziono la messa a fuoco in manuale e mi alleno anch’io, insieme ai nostri beniamini, qualche minuto di prove tecniche per prendere le misure di chi mi sta prendendo le misure.
Si ricomincia, azione d’attacco avversaria poi Gallinari conquista un pallone, l’immagine acquista una predominanza di linee diagonali che ne sottolineano il dinamismo, fatico ad arretrare il fuoco per seguire la sua fulminea azione in contropiede, il pallone scivola morbido di fronte a me e produce uno scatto rosso nel punteggio digitale che ci riguarda.
MESSA A FUOCO SELETTIVA, 45° a destra, Belinelli si ferma oltre la linea dei tre punti, il pallone parte dalle sue mani, si avvicina velocemente, arriva in primo piano, perfettamente centrato e scompare sotto di me. Al di fuori del mio obiettivo e degli scongiuri degli avversari. Campolungo sul pubblico in delirio.
Basket fotografia. La partita vista da uno obiettivo. Anzi da un obiettivo.
Misurazione PROFONDITA’ DI CAMPO, focus sui ragazzi che asciugano il parterre nella lunetta opposta, indietreggio sul coach alla mia sinistra a metà campo, messa a fuoco sulla testa dell’arbitro sotto di me.
Inquadratura orizzontale, ANGOLO DI CAMPO a 180°, la palla gira, palleggio e conclusione in terzo tempo, cambio in inquadratura verticale, arriva la parabola, istantanea di un canestro in ripresa macro.
Azioni si sommano ad azioni, catturo il gioco da questa specie di camera con vista, talvolta oscura, ma sempre con l’obiettivo di trasformare, come per magia, il negativo in positivo.
Da un pallone rubato laggiù sullo sfondo parte una specie di razzo, già so cosa fare in questi casi, mi predispongo per un primo piano in MACRO e immediatamente una mano si erge davanti a me e deposita il pallone nel canestro.
Sullo sfondo un MOSSO EFFICACE mi rimanda l’emozione della gente che si agita festante e dà profondità di colore e suono al bidimensionale delle mie istantanee da prima pagina. Siamo quasi alla sirena finale.
So già cosa fare.
Attivare zoom, PRIMO PIANO, mani al centro del campo che applaudono mani esultanti tutt’intorno.






