X

Addio, mia bella, addio

Addio, mia bella, addio: l’armata se ne va.

La ‘mia bella’ è l’Europa, anche se quella eventuale sarebbe (stata) la sorella brutta. L’armata? Fate un po’ voi, potrebbe essere quella rossonera che domani probabilmente scaverà un solco di cinque punti tra se e rivali nerazzurri o l’insieme delle squadre che realisticamente andrà a giocarsi tutto nelle ultime giornate. Anche se si è giocato in Toscana non scomoderei invece Curtatone e Montanara, cui i versi iniziali si riferiscono. Atti di eroismo non se ne sono visti.

La Fiorentina ha vinto, ma penso che stasera avrebbe potuto battere solo l’Inter. E si è persino concessa il lusso di sbagliare un rigore, tirato in modo sciagurato da Bernardeschi. Il talento viola pare che sia sul taccuino di Ausilio, e avrà voluto far vedere che in una squadra pazza ci potrebbe giocare eccome.

A completare la serata da TSO collettivo c’è mancato solo il 5-5 mancato di un soffio da Handanovic, avanzato nell’area avversaria nei minuti di recupero. Lo sguardo smarrito di Samir mentre protestava con l’arbitro reo di non aver fatto battere un corner a tempo scaduto è stato emblematico.

Ma niente paura, va tutto bene. Lo avevo già scritto post derby: meglio sprofondare e costringere la dirigenza a una vera rivoluzione che impelagarci in inutili preliminari. Magari dopo decisioni balbettanti.

Ci vuole saggezza. Ma che cos’è la saggezza? Per me è la capacità di distinguere tra cos’è vero e importante e cosa non lo è. Il concetto, traslato in ottica interista, potrebbe significare: non soffermiamoci sugli episodi negativi e sugli errori arbitrali; cerchiamo invece di capire quali sono i problemi veri.

Ora si vedrà di che pasta sono fatti questi cinesi.

Articoli correlati