Dalla retrocessione alle Final Eight, il sogno di Brescia

La Germani protagonista di questo scorcio di stagione: dopo un avvio difficile, guidata da Landry e Vitali, il sogno di andare alle Final Eight potrebbe diventare realtà

Basket serie A Brescia Final Eight, sogno possibile? – Succede sempre così. Una squadra che non è mai stata in serie A si affaccia per la prima volta sul palcoscenico più prestigioso. L’estate è fatta per sognare e i tifosi tutto sommato non ci pensano che l’impatto può essere duro. Ma arriva l’autunno e con lui le prime sconfitte, ansia da prestazione, dubbi di non essere all’altezza. E’ successo a tante matricole di comparire e sparire come stelle comete sulle tavole del grande basket. Fino alla sesta giornata, siamo sinceri, pensavamo che sarebbe stato anche il destino della Germani Brescia. Cinque sconfitte intervallate solo dalla vittoria alla seconda giornata nel derby con Cantù, la prima storica apparizione casalinga in serie A. Più la celebrazione di una festa iniziata la scorsa stagione con la promozione che un vero pass di accesso al basket che conta. Invece la storia vira il 13 novembre. A Brindisi, nuova patria di Sacchetti, in una trasferta che sembrava scontata come le precedenti. Lì la Leonessa si impose 91-83, alto punteggio come vogliono le sacre scritture del coach avversario. Poteva essere un altro acuto solitario, invece fu prologo di tre vittorie consecutive. Poi diventate quattro nelle ultime cinque giocate con la vittoria a Cremona.

Risultato, lotta retrocessione serrata con Cremona a quota due punti dopo sei giornate. Dieci punti in classifica, appaiata a Torino e Sassari, dopo undici. E tre vittorie in trasferta consecutive. Il calendario ora propone una proibitiva trasferta a Venezia, poi Trento in casa, Torino in trasferta e Pistoia in casa per chiudere l’andata. Con due successi casalinghi e una vittoria in trasferta si potrebbe coronare il sogno delle Final Eight. Ma, anche se non venisse coronato, resterebbe un inizio di stagione da incorniciare per una matricola che si affaccia per la prima volta al basket di vertice.

Basket serie A Brescia Final Eight, i numeri di squadra – La squadra di coach Andrea Diana, anche prima di Brindisi, aveva dato segnali di progresso perdendo due partite impossibili sulla carta con Milano in casa e ad Avellino. Fino a quel momento, dopo la quarta giornata, non aveva mai segnato più di 73 punti. Invece con due delle favorite ad andare in finale Brescia scoprì che si poteva giocare, sia pure a tratti, alla pari. C’erano ancora troppi cali di tensione nella stessa partita, spesso nel secondo periodo, e la consapevolezza è arrivata dopo la sconfitta interna con Capo d’Orlando al supplementare. Quella in cui Fitipaldo segnò 33 punti con 10 assist. Ma fu anche la data di esordio di Christian Burns, americano di Trenton che ha aggiunto un’arma offensiva a un attacco che non poteva stare solo sulle spalle di Landry.

Da lì la Germani non si è più guardata indietro. Nelle tre vittorie consecutive ha segnato due volte oltre 90 punti, ha avuto il 54% da due e a Varese è stata capace di vincere tirando il 29% da tre. Le vittorie consecutive avrebbero potuto essere cinque se non avesse ceduto di schianto nel terzo periodo a Caserta dopo essere stata avanti nel primo tempo. E’ evidente comunque la differenza di rendimento tra vittorie e sconfitte. Quando vince Brescia segna 85.8 punti con il 56.1% da due e il 42.3% da tre, 97 di valutazione. Quando perde queste cifre scendono a 77.8, 47.9% da due, 28.2% da tre e 73.3 di valutazione. Sono oscillazioni tipiche di chi non conosce i ritmi della serie A. Ed è una discrepanza simile anche nel confronto tra gare in casa e in trasferta. Davanti al pubblico amico tira il 57.1% da due contro il 47.6%, da tre il 39.4% contro il 32%.

Basket serie A Brescia Final Eight, i numeri individuali – Di base Brescia si affida al migliore marcatore e al migliore distributore di assist della serie A. La Germani è l’unica squadra ad avere due giocatori in cima alla classifica in due diverse categorie statistiche. Marcus Landry è il migliore attaccante del nostro campionato e segna 20.7 punti di media con il 57.1% da due e il 37.9% da tre. In undici partite non è mai rimasto sotto la doppia cifra, cinque volte ha segnato più di venti punti, di cui tre consecutive, le ultime. In totale fa cinque partite delle ultime sei a venti abbondanti e non è casuale che in questo arco statistico ci siano quattro vittorie e due sconfitte per Brescia. E’ stato determinante nella vittoria contro Reggio Emilia, ha segnato quattro triple a Varese. Attaccante puro, sa tirare e attaccare il ferro, probabilmente l’americano più completo in questo momento con anche 4.7 rimbalzi e 1.1 stoppate di media a partita. Accanto a lui Luca Vitali sta giocando la stagione più matura dal punto di vista della regia in carriera. Viaggia a 7.7 assist di media e a Varese è entrato nei libri di storia firmandone 18, come mai nessuno prima in serie A. Sembrava destinato a diventare un punto di riferimento nel ruolo dopo due stagioni a Montegranaro di alto livello, poi la sua carriera insieme alla sua schiena si sono bloccate in esperienze sfortunate a Milano, Roma, Bologna, Cremona e Venezia. Ma sta anche producendo 8.5 punti di media con il 57.5% e un 28.2% dall’arco che può essere migliorato.

Ma in squadra c’è anche l’altro Vitali, il fratello Michele che a Varese ha eguagliato il suo record personale di punti in serie A con 17. In modo più silenzioso Lee More produce 13.9 punti con 5.5 rimbalzi e il 45.7% da tre, ottavo migliore tiratore dall’arco del campionato. David Moss è l’altra chiave della squadra di Diana. Difensore accanito, attaccante sottovalutato e non sempre continuo, va in doppia cifra costante dalla settima giornata e Brescia ha iniziato a vincere da quando lui è cresciuto in attacco, 11.5 punti e 4.3 rimbalzi di media. Naturalmente un’aggiunta nevralgica è stata quella di Christian Burns, ala da 13.8 punti di media con il 59.6% da due e 6.6 rimbalzi che ha avuto anche l’effetto di togliere spazio a Cittadini, uno dei protagonisti della promozione che a fine novembre è andato a Trieste. Brescia a lungo termine pagherà una rotazione ridotta all’osso, appena sette giocatori che giocano oltre 23 minuti di media (il centro Jared Berggren parte in quintetto con 6.7 punti e 5.4 rimbalzi a partita), più Bruttini e Bushati che stanno in campo meno di dieci minuti. Le prospettive sono cambiate e per le Final Eight potrebbe non essere abbastanza. Ma adesso la retrocessione dista otto punti e sognare, in una città che quasi sicuramente vedrà la serie A anche l’anno prossimo, non costa niente.