Gara 5: Aradori, Gentile, Menetti e i lunghi

Si torna a Milano con il fattore campo rispettato. Le cinque chiavi di gara 5: Aradori, Gentile, le scelte tattiche di Menetti, l'impatto dei lunghi e il calore del Forum

Snodo della serie da sempre, gara 5 riporta la sfida tra EA7 e Grissin Bon al Forum e dovrà dare risposta a numerose domande dopo che il fattore campo è stato rigorosamente rispettato finora. Ecco le cinque chiavi per analizzare la sfida.

Aradori – Valerio Bianchini lo ha definito il migliore giocatore italiano in circolazione. In gara 3 non ha giocato e la Grissin Bon ha dominato. In gara 4 c’era bisogno di una scossa di energia e Aradori ha dimostrato come mai il Vate la pensa in quel modo. Sua la firma su 4 delle 7 triple mandate a bersaglio da Reggio nell’intera partita. Suoi anche 4 rimbalzi e 23 di valutazione. L’X-Factor che allunga la serie, ma a Milano il suo impatto sarà ancora più decisivo.

Equilibri – Menetti sta dimostrando di avere meno materiale tecnico a disposizione, ma più idee tattiche rispetto a Repesa. Doveva trovare maggiore equilibrio nella ripartizione delle responsabilità offensive e l’ha fatto: in gara 4 ha mandato sei uomini in doppia cifra. Se considerate che la rotazione di Reggio è di otto uomini, è un capolavoro di gruppo. Doveva essere più pericoloso in area e ha trovato modo di accendere Lavrinovic e Veremeenko. Doveva resistere a rimbalzo e l’ha fatto in gara 3. Ha perso sotto i vetri in gara 4 ma ha ridotto al lumicino le palle perse e in questo modo si è garantito lo stesso numero di possessi rispetto all’Olimpia. Dettaglio decisivo nella prima partita punto a punto della serie.

Gentile – Il capitano sembra vivere una fase di difficoltà simile a quella di Steph Curry dall’altra parte dell’oceano. Nervoso, impreciso (1/8 da due in gara 4), sterile offensivamente, poco incisivo in difesa, tendente alla palla persa forzata quando non trova il ritmo. A Milano aveva dominato, a Reggio Emilia si è eclissato (3/18 dal campo nelle due partite al PalaBigi). Gara 5 è la sua partita. Deve esserlo.

Fattore campo – Se continua così, è inerzia fino a gara 7. Che l’EA7 potesse prendersi le gare al Forum era scontato. Che la Grissin Bon potesse tenere inviolato il suo palazzo molto meno. Ma è chiaro che arrivati a gara 5, chi ha il vantaggio del fattore campo è favorito. E Milano ce l’ha. In più ha anche una rotazione molto più profonda, che davanti al pubblico amico diventa arma difficile da contrastare per Menetti. La pensano così anche i bookmakers: Milano è grande favorita (tra 1.25 e 1.29), Reggio è data tra 3.20 e 3.70.

I lunghi – Decidono loro, alla fine, perché da una parte e dall’altra è pieno di esterni che possono fare canestro. Ma quando Sanders in gara 3 si ferma a 3 punti e 3 rimbalzi, è chiaro che Milano ha poche possibilità. Se Lavrinovic viaggia a 6,5 punti di media nelle partite giocate in Lombardia e Polonara si ferma a 7, la Grissin Bon ha poche possibilità. Ecco perché gara 5 è la partita dei lunghi.

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