Italia-Germania, i rivali che ci piace amare (e battere)

Italia-Germania, anche se amichevole, evoca sempre ricordi epici e piacevoli per gli azzurri nel mondo del calcio. Riviviamoli

Italia-Germania amichevole è un concetto difficile quando ci affrontiamo, noi e loro. Amichevoli i rapporti lo sono stati raramente, e quando è successo siamo riusciti a perdere una guerra mondiale (che, fino a luglio 2016, è stata anche l’unica volta che abbiamo perso con la Germania, anche se sarebbe più corretto dire insieme alla Germania). Amichevole è il concetto che abbiamo dei tedeschi quando si tratta di pallone. Perché, fino a luglio 2016, li battevamo sempre. E anche dopo luglio 2016 siamo ancora convinti che sia stata l’eccezione che conferma la regola e mica un ribaltamento dei valori calcistici.

Italia-Germania nell’immaginario collettivo comincia nel ’70, in Messico, all’Azteca. Vira improvvisamente dal bianco e nero ai colori, dalla noia di una partita che stavamo vincendo senza storia e riaperta da Schnellinger per caso a trasformarla nella partita del secolo. Non puoi pensare a qualcosa di simile a ‘4-3’ senza pensare a quella partita. Lo fanno tutti, anche quelli che non c’erano, e sono sempre di più, perché è l’azzurro della nostra maglia contro il bianco di quella loro, è in qualche modo fantasia contro organizzazione, policromia contro monocromia, televisori che diventano a colori dopo quel mondiale perso, ma in fondo vinto in semifinale.

Questo per stare all’antichissimo. Per stare all’antico c’è quella Spagna ’82, un rigore sbagliato da Cabrini, il gol di Rossi, l’urlo di Tardelli, il sigillo di Altobelli, l’esultanza di Pertini, la coppa alzata da Zoff, senti come appoggia bene, senti l’assonanza, sembra una poesia. E anche se non ti obbligavano a impararla alle elementari la sanno tutti a memoria. Chi era adulto, chi era adolescente, chi aveva due anni. E’ parte della storia d’Italia.

Per dire che la Germania è la squadra che vince sempre quando si gioca in undici, ma solo fino a quando affronta l’Italia. Ci perdeva, con noi, anche quando organizzava i Mondiali nel 2006. Ora magari Grosso e Del Piero fa meno assonanza con gli eroi del Mundial, ma quella partita fu epica davvero. Molti la ricordano più e meglio della finale con la Francia, che pure diede l’ultima coppa.

Per dire, la Germania è talmente amichevole con noi che contro di loro ci sembrò pure che Balotelli fosse pronto per prendere in mano il mondo nel 2012, con quella doppietta a Varsavia. Il più indecifrabile enigma del calcio italiano contemporaneo che rende Neuer un bambino impaurito in mezzo a pali troppo più grandi di lui. Col senno di poi da non credere. E infatti quello si è messo a fare il migliore portiere del mondo e quell’altro si è messo a girovagare fino ad approdare a Nizza. Poteri di Italia-Germania.

Che poi loro alla fine, dai e dai, ce l’hanno fatta a superare il tabù. E’ storia di luglio 2016, la si racconta anche con un certo fastidio. Ce l’hanno fatta ma solo ai rigori. E con il contributo decisivo di Pellè, che va contro il migliore portiere del mondo a mimare il cucchiaio e poi la butta fuori nel più classico dei contrappassi. Gliel’abbiamo fatta vincere, diciamo, in modo che loro poi potessero perdere con la Francia che a sua volta ha potuto perdere con il Portogallo in un diabolico gioco dell’oca.

Insomma è amichevole ma non è mai come le altre, pure stasera. Sono i rivali che ci piace amare perché sono quelli che amiamo battere. Fino a luglio 2016. Ma probabilmente anche dopo.

Poi, per tutti i motivi sopra esposti, ci si può pure giocare sopra. L’Italia è quotata 2.80 con Bwin. Il pareggio si gioca a 3.30 con 888Sport.it. La vittoria della Germania a 2.68 con 888Sport.it.