
EA7 Milano Repesa sfogo durissimo. Milano ha vinto. Ancora. Per la sesta volta consecutiva in campionato eppure il successo dell’EA7 è stato immediatamente dimenticato per le roboanti dichiarazioni rilasciate da Jasmin Repesa in conferenza stampa.
Durissimo, lo sfogo del coach croato, che già aveva lasciato intendere la propria insofferenza qualche settimana fa, a proposito del pessimo atteggiamento difensivo dei suoi.
Repesa ha intenzionalmente esagerato con le parole, difficile ipotizzare un’epurazione dell’attuale organico, ma
la sensazione è che la mollezza di Milano nella propria metà campo sia stata vissuta come un vero affronto dal tecnico.
“Not in my name” è sembrato suggerire, ricordando i tanti anni trascorsi su panchine italiane senza incassare 100 punti di media come accade ora.
EA7 Milano Repesa sfogo durissimo. Le parole.
«Non vedo la reazione che avevo chiesto e allora devo reagire io e dire la verità su come sta andando questa squadra. Ci sono troppi giocatori che non vogliono piegare le gambe e tanti che pensano ai numeri personali. C’è troppo egoismo. Tutti sanno che le mie sono squadre vere, specialmente in difesa. Questa non è la mia squadra e non voglio accostargli il mio nome».
Egoismo e superficialità, due parole che provocano l’orticaria a Gelsomino, che spesso in passato ha allenato squadre meno talentuose di questa ma che è quasi sempre riuscito a trasmettere la propria identità tattica.
Aggressività, intensità, ferocia agonistica. Queste le componenti richieste dal coach di Milano mentre la sua squadra gli assicura canestri, schiacciate e triple. Troppo poco.
Troppo poco per l’Eurolega ma soprattutto troppo poco per Repesa, che oggi ha incassato anche la solidarietà di Livio Proli.
Sfogo che arriva a novembre e con Milano imbattuta in campionato e in piena corsa in Eurolega. Staff tecnico e dirigenziale hanno probabilmente voluto scuotere l’ambiente, un po’ in modalità Buffon.
In Italia qualche squadra si “scansa” (e non è il caso della splendida Fiat di Vitucci) ma in Eurolega non si va da nessuna parte incassando 90 o più punti a partita.
La squadra ora deve dare risposte, le parole di Repesa non possono aver lasciato indifferente lo spogliatoio. Indolenza, vergogna, richiesta velata di lasciare la squadra. Che Milano vedremo ora?
EA7 Milano Repesa sfogo durissimo. Le parole.
«Allenamento doppio, domani. Piegheranno le gambe oppure sono fuori. Indolenza? Se arriviamo a parlare di indolenza con i contratti che hanno sottoscritto è una vergogna e se qualcuno di loro trova un’altra squadra domani, può andare. Non sono sicuro però che qualcuno li prenda. Siamo andati a mercato dopo 7-8 big e nessuno li ha cercati. Sono tanti i giocatori che devono sentirsi coinvolti. È facile quando c’è un pezzo da togliere, purtroppo sono in tanti in questo caso. Della partita di oggi salvo solo il risultato, sono ferito come persona e come allenatore che ha una filosofia della vita completamente diversa da questa. Non può una vittoria così nascondere problemi del genere che diventano ancora più grandi».









