
Non che ci si creda, nel destino, ma le coincidenze invece esistono e a volte sono beffarde. Prendete Eusebio Di Francesco e Claudio Ranieri, specialisti in staffette. Il primo era stato sostituito dal secondo lo scorso anno alla Roma, dopo uno sfortunato ottavo di finale contro il Porto in Champions League. In estate era emigrato alla Sampdoria, nelle mani di un romanista dichiarato come Ferrero e che resterà sua visto il mancato accordo con il gruppo capitanato da Gianluca Vialli, ma che la sua esperienza non sarebbe stata facile lo si era visto dopo le prime tre sconfitte nelle prime tre giornate.
Le sconfitte sono diventate sei nelle prime sette gare, i blucerchiati hanno vinto soltanto contro il Torino quasi casualmente, e Genova insieme al Genoa è tristemente in fondo alla classifica con la Sampdoria più in fondo di tutti. Era probabile che alla ripresa dopo le nazionali si sarebbero visti due allenatori diverse sulle due panchine della città, era fisiologico che almeno una cambiasse proprietario. Non è successo al Genoa, dove Preziosi ha prima cacciato Andreazzoli per poi prodursi nella classica giravolta di cui è lui stesso specialista, è successo alla Sampdoria. Ed è di nuovo Claudio Ranieri a sostituire Eusebio Di Francesco.
Per completare il quadro, quando si ricomincerà a giocare il 20 ottobre a Marassi arriverà proprio la Roma, che Ranieri ha abbandonato senza rimpianti ma con qualche malumore a giugno, nel pieno del repulisti ordinato da Pallotta e che ha coinvolto in successione De Rossi, Totti e Monchi. I blucerchiati giocheranno per la salvezza (al momento la retrocessione si gioca a 4.33) e Ranieri, alla diciottesima esperienza in una carriera infinita, cercherà una nuova missione. Impossibile forse no, visto che siamo appena agli inizi della stagione, ma estrema sì vista la povertà di una squadra che non è stata rafforzata sul mercato e che in Quagliarella ha un bomber stagionato che non può certo ringiovanire. Conterà anche il mercato di gennaio, per il quale a parole sono stati promessi grandi sforzi, e intanto il contratto prevede un bonus in caso di salvezza. Nell’attesa aggiorniamo il curriculum italiano di un tecnico che ha girato il mondo e che in serie A ha allenato Cagliari, Napoli, Fiorentina, Parma, Juve, Roma, Inter e Sampdoria, praticamente metà del nostro campionato. Non ha mai vinto un campionato, ma se è per quello l’impresa con il Leicester nel 2017 compensa tutto il passato e pure l’intero futuro.







