40 anni da Fenomeno, anche l’Inter fa gli auguri a Ronaldo

Ronaldo Inter Fenomeno, uno dei più grandi attaccanti di tutti i tempi compie quarant'anni. Storia, gol e infortuni di un talento indimenticabile

Ronaldo Inter Fenomeno compleanno, quaranta candeline – Come passa il tempo. Pare ieri che un marziano con la maglia numero 9 apparve nel campionato italiano e non si era mai visto niente di simile. Eppure la serie A, all’epoca, era ancora l’eden calcistico europeo. Eravamo abituati ad avere i migliori talenti del calcio mondiale. Eppure, anche qui, quella scheggia poderosa in maglia nerazzurra sembrò subito piovuta dal futuro. Sembra ieri e sono passati quasi vent’anni. Quel ragazzo brasiliano col talento infinito e le ginocchia fragili compie oggi quarant’anni.

Ronaldo Inter Fenomeno compleanno, la progressione – Comincia dal Cruzeiro, la storia, e poi si tinge di arancione. Eindhoven e la maglia del PSV. Troppo più forte degli altri per la Eredivisie che pure all’epoca portava facilmente l’Ajax in finale di Coppa dei Campioni. Se ne accorge il Barcellona, che lo trascina al Nou Camp. Dove fa innamorare il continente e vince un pallone d’oro nel 1997. E’ troppo avanti, è immarcabile, dove lo metti devasta le difese. 54 gol in 57 presenze col Psv, 47 gol in 49 partite col Barca. Numeri da Ronaldo e Messi, ma vent’anni prima. Non puoi fermarlo con la velocità, perché va più forte. Non puoi fermarlo con la tecnica, perché ne ha di più. Non puoi nemmeno contrastarlo col fisico, perché è un blocco di marmo con la dinamite nei quadricipiti. Se ne innamora Massimo Moratti che lo vuole per l’Inter.

Ronaldo Inter Fenomeno compleanno, 1997-98 – Arriva per 48 miliardi, cifra enorme per l’epoca. Segna 34 gol in 47 partite nell’Inter di Simoni, che quell’anno strapazza la Lazio 3-0 in finale di coppa Uefa e sfiora lo scudetto contro la Juve di Del Piero e Inzaghi, nella famosa e contestatissima partita al Delle Alpi con il rigore non fischiato per il suo contatto con Iuliano. Trascina quasi da solo, insieme a Rivaldo, il Brasile in finale ai Mondiali contro la Francia. Lì si rompe qualcosa. Finale persa e immagini che fanno il giro del mondo: Ronaldo, scosso da convulsioni, che non riesce a scendere le scalette dell’aereo al ritorno.

Ronaldo Inter Fenomeno compleanno, gli infortuni – Gli avversari hanno un modo solo per fermarlo. Picchiarlo. Lui ha un metabolismo lento che tende a fargli accumulare peso. Basta distrarsi un attimo che tutta quella potenza finisce per gravare sulle ginocchia. Il tendine rotuleo non regge. Due volte. Dell’infortunio del 2000 all’Olimpico in Coppa Italia in finale contro la Lazio si ricorda ancora il rumore del ginocchio che va in due direzioni diverse.

L’Inter lo aspetta, lo vede tornare anche se l’esplosività non è più quella di prima.Arriva il 5 maggio 2002, lo scudetto vinto e poi perso e poi rivinto e buttato ancora contro la Lazio, ancora nello stesso stadio, ancora lacrime. Il Fenomeno chiede di essere ceduto. Viene accontentato. Va al Real Madrid. Quello dei Galacticos, con Zidane e Beckham. Intanto vince i Mondiali col Brasile segnando una doppietta in finale contro la Germania. Vince un secondo Pallone d’Oro.

Ronaldo Inter Fenomeno compleanno, l’epilogo – In Spagna segna ancora tanto, 104 gol in 177 partite. Fa in tempo a tornare in Italia nel 2007, al Milan, con la maglia dei cugini. Uno sgarbo che l’Inter non ha mai perdonato. Segna 9 gol e si rompe ancora un ginocchio. E’ la fine di una carriera leggendaria e tormentata. Va a tramontare a casa, in Brasile, al Corinthians. Di lui si è parlato anche per i tanti amori tormentati. Proprio come la sua carriera.

Ronaldo Inter Fenomeno compleanno, la celebrazione – Compie quaranta anni e tutti si chiedono cosa avrebbe potuto fare se fosse rimasto sano un po’ più a lungo. Sul podio dei più grandi di tutti i tempi insieme a Pelè e Maradona, probabilmente. Ma anche così, al netto di delusioni e tradimenti, anche l’Inter ha voluto celebrarlo con un Tweet. ‘Per descriverti non servivano molte parole, ne bastava una: fenomeno. Buon compleanno Ronaldo!’. E in effetti non c’è descrizione migliore.