
Resterà storica la presenza di Panama al Mondiale di Russia. Non tanto e non solo per il primo gol messo a segno dalla formazione allenata da Hernán Darío Gómez Jaramillo, quanto per quello che è accaduto al minuto 22 nel corso della partita persa rovinosamente con l’Inghilterra.
Subito dopo il rigore del 2-0 messo a segno da Harry Kane, infatti, tutti i calciatori di Panama sono corsi velocemente verso il centrocampo per provare a sorprendere i giocatori inglesi che stavano festeggiando insieme al proprio centravanti. Piano geniale, all’apparenza, ma non condiviso dall’arbitro Grisha.
Pare infatti che le ferree regole del calcio prevedano che per riprendere il match dopo un gol si debba aspettare che tutti i giocatori delle due squadre tornino nelle rispettive metà campo e che l’arbitro fischi, proprio come a inizio gara e nel secondo tempo. Lo dice piuttosto esplicitamente la regola 9, “calcio d’inizio e ripresa del giuoco”. Lo sapevano tutti allo stadio, tranne i fantastici giocatori del Panama, che però poi hanno finalmente potuto festeggiare quando il 37enne Baloy ha bucato la difesa inglese e Pickford realizzando il primo gol della formazione centro-americana in una Coppa del Mondo.
Un momento storico per tutti i panamensi, in Russia e in patria. Spontanee lacrime di gioia, per un giorno che non dimenticheranno facilmente. E se non fosse stata per la pignoleria dell’arbitro Grisha.
Un episodio analogo, di completa ignoranza di una regola base del calcio, avvenne nel 1974 quando Joseph Ilunga Mwepu, calciatore dello Zaire poi defunto nel 2015, sotto 0-3 col Brasile partì dalla barriera per calciare una punizione che in realtà era stata assegnata agli avversari e che stava per essere battuta da Rivelino. Un gesto che provocò ilarità in tutto il pianeta ma che fu spiegato molti anni dopo dallo stesso Mwepu nel 2002.
Da ridere non c’era molto, in realtà.
In quei tempi, in Zaire vigeva la dittatura di Mobutu Sese Seko, che voleva sfruttare il calcio per aumentare la propria popolarità nel Paese. Il 9-0 subìto dalla Jugoslavia era stato troppo pesante per l’orgoglio del tiranno e così prima della gara col Brasile era arrivata l’atroce minaccia: “Se perdete per più di 3-0 nessuno tornerà a casa vivo”. Mwepu conosceva le regole del calcio, non era pazzo. Voleva semplicemente salvare la vita a sé e ai suoi compagni e fortunatamente ci riuscì.
Mentre la furbata di Panama credo abbia altre origini. L’ultima sfida li oppone alla Tunisia (qui le quote). Chissà cosa si inventeranno, Baloy e compagni…




