
I risultati della notte NBA.
Philadelphia-Boston 98-101 – OT (0-3)
I Celtics di questa stagione, comunque vada a finire, avranno un posto nella storia del gioco. Si portano sul 3-0 contro Philadelphia vincendo anche una partita che emotivamente e contestualmente dovrebbe essere dei Sixers, davanti ai propri tifosi, per cercare di allungare o cambiare volto alla serie. I padroni di casa ci riescono una prima volta, 89-87 per i Celtics a 1.7 secondi dalla fine, con Belinelli che imbeccato da Simmons sulla rimessa manda a bersaglio quella che sembra la tripla della vittoria. Al Wells Fargo Center si fa festa ma ci si accorge velocemente che il piede dell’italiano è sulla linea e il suo canestro porta le due squadre al supplementare. Il copione sembra replicarsi anche nella continuazione ma a sei secondi dalla sirena Horford ruba palla su un passaggio scriteriato di Embiid e dopo avere segnato anche il 99-98 segna i due liberi che mandano avanti di tre i Celtics. Il pallone a sette decimi dalla fine finisce ancora nelle mani di Belinelli ma stavolta è troppo lontano anche per lui e Boston si prende una vittoria che probabilmente scrive l’epilogo della semifinale di Conference. E’ la conclusione di una partita sempre equilibrata nella quale la difesa dei Celtics continua a togliere ritmo e percentuali all’attacco dei Sixers, che ritrovano Simmons (16 punti, 8 rimbalzi e 8 assist) ma vedono disperdersi nella nebbia Embiid (22 punti e 19 rimbalzi ma 10/26 al tiro e 3 palle perse) che troppo spesso sbaglia la selezione dei tiri. I padroni di casa non hanno fluidità offensiva, lo si vede anche dallo 0/8 dal campo di Covington, dal 6/15 di Redick (18 punti e 2 rimbalzi), dal 4/12 di Belinelli (che chiude con 12 punti, 4 rimbalzi e 3 assist in 36 minuti), esterni che non riescono a cambiare l’inerzia della partita. I Sixers si fermano al 39.2% dal campo e perdono 14 palloni, i Celtics tirano 10/38 dall’arco ma hanno una solidità mentale in questo momento inarrivabile nella Nba. E’ di nuovo la notte di Tatum (24 punti, 11/17 dal campo, 5 rimbalzi, 4 assist) freddissimo in ogni lettura e chirurgico in attacco, con Horford che si illumina nel momento decisivo (13 punti, 6 rimbalzi e 2 recuperi) e Rozier (18 punti e 7 rimbalzi) affiancato da Brown (16 punti e 9 rimbalzi dalla panchina) tra gli esterni che fanno la differenza. I Sixers hanno la possibilità di regalare almeno una vittoria ai propri tifosi in gara 4 dentro una serie che emotivamente e tatticamente sembra già segnata.
Cleveland-Toronto 105-103 (3-0)
Otto secondi alla sirena. Cavs e Raptors sono sul 103-103, i canadesi aggrappati con tutte le loro forze a una partita e a una serie che apparterrebbe loro se non esistesse dall’altra una leggenda di nome LeBron James. Il sovrano riceve la rimessa da sotto il proprio canestro, palleggia di sinistro, attacca dallo stesso lato, accelera all’altezza del gomito e in controtempo, quasi contro le leggi della fisica, con la mano destra lascia partire una parabola altissima che bacia il tabellone e accarezza la retina esattamente in concomitanza con la sirena. Un’azione che verrà rivista milioni di volte nel futuro prossimo e remoto, perché probabilmente è la firma definitiva sulla serie che nella storia verrà ricordata come la più decisa da un singolo giocatore. E’ il secondo buzzer beater di LBJ nei playoff, il quinto in carriera e arriva a conclusione di una serata nella quale i Cavs stavano di nuovo per cadere in un vizio ricorrente, l’incapacità di chiudere una partita che sembrava finita sul 79-63 a fine terzo periodo. I Raptors rimontano furiosamente nel tentativo di riaprire la serie, il re continua a tenerli indietro dimostrandosi insolubile per i difensori di Toronto ma Lowry accetta la sfida ed è Anunoby a otto secondi dalla fine a segnare la tripla del pareggio. Il resto appartiene al numero 23 e alla sua notte straordinaria (38 punti, 14/26 dal campo, 6 rimbalzi, 7 assist, 3 recuperi) che regala ai Cavs la nona vittoria consecutiva nella postseason contro i Raptors, a questo punto annichiliti sul piano mentale come confermato davanti ai microfoni da coach Casey e da DeRozan. Il coach di Toronto prova a mischiare le carte mandando in quintetto VanVleet e tenendo fuori Ibaka, ma stavolta manca il contributo di DeRozan (8 punti e 3/12 dal campo in 28 minuti) che sembra il più provato emotivamente dal confronto con l’uomo che non si può battere. E’ Lowry (27 punti, 9/13 dal campo e 7 assist) a guidare la rimonta degli ospiti con Valanciunas (10 punti e 11 rimbalzi) e Anunoby (18 punti e 4 rimbalzi) che aggiungono spessore in area. Ma i Raptors perdono 17 palloni e i Cavs, anche se calano nel finale, oltre a LBJ trovano altre risorse finora intermittenti come Love (21 punti e 16 rimbalzi), Korver (18 punti e 4/6 dall’arco) e Hill (12 punti e 2 assist) dal quintetto. Con percentuali simili, con un sostanziale equilibrio a rimbalzo, il tutto si riduce al fatto che i Cavs hanno LBJ e i Raptors no. E non ci sono molte altre parole per raccontarlo, basta guardare ininterrottamente la giocata che ha deciso la partita.







