Inter-Palermo dal primo rosso: “Banega, va da via el cü”

Dalla tribuna rossa, specialmente in certi settori, la partita di calcio non solo si vede meglio...

Stagione 2016-17, debutto casalingo dell’Inter contro il Palermo. Prima a San Siro anche per il nuovo tecnico olandese Frank de Boer e per il centrocampista argentino Ever Banega.

El Tanguito, in particolare, è quel giocatore dai piedi buoni che gli interisti attendevano da tempo. Fosforo per il centrocampo, troppo spesso in mano al prode Medel: giocatore utile, e apprezzato, cui manca però il tocco vellutato.

Nel primo tempo Banega ci prova ad accendere la luce del gioco nerazzurro, ma si limita a giocate troppo scolastiche. Sembra galleggiare in una posizione non sua. De Boer lo vede regista, o forse, ne vuole semplicemente uno.

Il primo anello rosso di San Siro però è noto per essere una fornace. Non per il calore del pubblico che siede sulle ambite poltroncine, ma per aver bruciato generazioni di giovani promesse, o presunte tali. Hanno la critica facile i milanesi, quando si tratta della loro Inter. Cinese o morattiana non importa. Amala. E criticala.

Il primo anello rosso propriamente detto comprende i settori P ed R, ufficialmente ‘Poltroncine rosse centrali’. Si può estendere sino ai settori O ed S, non oltre. Appena sopra c’è la Tribuna d’Onore, dove quasi nessuno paga e pochi seguono veramente la partita. Ai lati son barboni, molto sopra nessuno ha mai visto cosa c’è. Di fronte c’è il popolo del ‘primo arancio’, gente veramente strana.

Sotto, in campo, ci sono i campioni da amare, quando se lo meritano, e da riempire di insulti, nei casi, non rari, meno fortunati.

Banega, come detto, ci prova. Ma è palesemente a disagio così lontano dagli attaccanti. L’argentino non è una giovane promessa ma un ventottenne affermato. Viene da due successi consecutivi in Europa League con il Siviglia, da MVP di entrambe le finali. Per lui ha speso parole importanti lo stesso Zanetti.

Ci si attende molto, moltissimo. Troppo? E’ presto per dirlo. Ma non per criticarlo. El Tanguito sbaglia un passaggio, perde un pallone. “Banega, va da via el cü”. Viene più o meno dalla fila 11, una delle migliori. Un signore dai capelli grigi, occhiali da sole con lenti azzurre, ha perso la pazienza.

Una volta quelli come lui venivano su da Santa, o dal Forte, dove erano in vacanza con le famiglie, per assistere alla prima della beneamata alla Scala del calcio. Oggi chissà.

Non è il solo, comunque. La prestazione di Banega è una delle note più dolenti perché ci speravano tanto. Certo, non manca qualche ‘Kondogbia pezzo di…’ ma ormai il pubblico non ci fa più molto caso. Povero Geoffrey. La fornace lo ha già cotto e mangiato.

Un altro signore sembra particolarmente seccato. Pare uscito da Vacanze di Natale, quello del 1983, quello vero. “Baneega, piedi buooni, ma va da via el cü”. Ancora.

Schierato fuori ruolo, per ragion di stato, Banega si sacrifica, lotta. Ma è poco.

Occhio Ever, anzi, ocio, i mantici pompano aria su braci sempre ardenti. Non te ne perdoneranno molte altre.