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Milan ai cinesi, ancora un ritardo

Milan ai cinesi, ancora un ritardo. Problemi burocratici fanno slittare la definizione dell'accordo. E adesso Berlusconi inizia ad avere dubbi

Milan ai cinesi, ancora non ci siamo. Doveva essere la settimana che avrebbe portato alla definizione del contratto preliminare per la cessione della società al gruppo cinese. Invece è arrivata una nuova fumata nera. Sembrava che il rinvio fosse soltanto di pochi giorni. E che tutto si sarebbe risolto entro l’inizio della prossima settimana. Invece saranno almeno due settimane. Forse di più.

E’ stato proprio il gruppo cinese a prendere ulteriore tempo. Ufficialmente, per ragioni burocratiche che riguardano l’esportazione di capitali all’estero secondo le norme vigenti in Cina. Perciò elementi che non dovrebbero complicare la buona riuscita dell’accordo. Altrettanto ufficialmente, da Fininvest prendono atto di questa richiesta con fiducia, consapevoli che una trattativa così complicata può avere tempi lunghi.

Milan ai cinesi, i dubbi rossoneri – Ma Silvio Berlusconi, dopo essersi ufficialmente esposto riguardo alla cessione, qualche dubbio lo nutre. Il presidente teme che alcuni dei soci che compongono la cordata possa averci ripensato. O che stiano prendendo tempo per mettere insieme dei fondi di cui al momento non dispongono. Ecco perché la perplessità, più che al ritardo in sé, è legata a quanto potrebbe durare. Nessuno garantisce che tra due settimane l’accordo andrà in porto. Mentre la stagione è alle porte. Anche i rapporti tra Galliani e Gancikoff, lo spagnolo che sta gestendo la cessione tra proprietà e gruppo cinese, si stanno deteriorando.

Milan ai cinesi, la versione orientale – In Cina ritengono però non trattarsi di un rinvio, ma di un semplice diluirsi della risoluzione di problematiche tecniche. Facendo notare che anche Berlusconi, lo scorso anno, portò avanti la trattativa per molti mesi prima di rompere con Bee Taechaubol. Il nodo principale riguarda però il mercato. Che, in questa situazione, continua a essere finanziato da Fininvest. E quindi fermo all’acquisto di Lapadula. Nei giorni scorsi si era parlato di un tesoretto di circa 25 milioni, più altri 30 da versare sul mercato con la cessione di Bacca. E, se e quando la trattativa dovesse sbloccarsi, trovare nomi adatti al rilancio ad agosto avanzato potrebbe essere più difficile che apporre una firma sulla cessione del Milan ai cinesi.
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