LBJ nella storia ma i Cavs perdono ancora, vincono Thunder e Warriors

LeBron James è il più giovane giocatore della storia a toccare i 30000 punti in carriera ma i Cavs perdono ancora, Boston alla quarta sconfitta consecutiva, avanzano Warriors e Thunder

I risultati della notte NBA.

San Antonio-Cleveland 114-102

LeBron James immaginava diverso il suo approdo ai 30000 punti in carriera, il più giovane di sempre a raggiungere uno dei vertici assoluti dei più grandi realizzatori Nba. Succede nella notte di San Antonio, dove gli Spurs scappano con un secondo periodo da 38-26, si mettono davanti e ci rimangono fino alla sirena con i Cavs che incontrano la settima sconfitta nelle ultime dieci gare e sono sempre più distanti dal secondo posto della Eastern Conference. Sono precisamente 30021, in un club esclusivo popolato da Kareem Abdul-Jabbar, Karl Malone, Kobe Bryant, Michael Jordan, Wilt Chamberlain e Dirk Nowitzki. Il re segna 28 punti con 9 rimbalzi e 7 assist ma Cleveland tira 6/21 dall’arco, e Kevin Love (10 punti e 11 rimbalzi) è ancora nel centro del mirino dopo che i compagni ne avevano messo in dubbio l’etica del lavoro. La squadra di Popovich ritrova la vittoria grazie a Aldridge (30 punti e 12/18 dal campo) e Murray (19 punti, 10 rimbalzi e 7 recuperi) che contro LBJ gioca senza timori reverenziali. Anche gli Spurs tirano male da tre, il 28.6% complessivo, ma limitano il numero di palle perse e costruiscono la loro vittoria con la difesa.

Golden State-New York 123-112

I Warriors lasciano ai Knicks l’illusione di avere una possibilità alla Oracle Arena, poi va al lavoro Steph Curry che segna 17 dei suoi 32 punti nel solo terzo periodo, chiuso 37-26 da Golden State, e da quel momento partono i titoli di coda in un secondo tempo a senso unico. Ci sono alcuni record nella notte californiana, i Warriors diventano la prima squadra di sempre ad avere quattro giocatori all’All Star Game per due stagioni consecutive, Kevin Durant si fa espellere per un doppio tecnico alla fine del quarto periodo dopo avere settato il proprio massimo in carriera per assist (14, con 14 punti, 2 recuperi e 2 stoppate) e Thompson è trasparente in attacco quanto decisivo in difesa. I campioni tirano con il 55.4% dal campo e scodellano 40 assist su 46 canestri di squadra, roba irreale se non fosse quasi l’abitudine. New York prova a giocarsela a chi segna di più, tira con il 51.8% dal campo e porta tutto il quintetto in doppia cifra, ma con Porzingis fuori a scopo precauzionale non bastano Beasley (21 punti e 4 assist) e Lee (20 punti e 5 rimbalzi) ad arrivare fino in fondo contro i padroni della Nba.

LA Lakers-Boston 108-107

Profumo di rivalità e antiche suggestioni allo Staples Center. Lakers e Celtics sono agli antipodi del loro percorso Nba, ma per una notte la distanza non si avverte e Boston incappa nella quarta sconfitta consecutiva lasciando il palcoscenico nell’ultimo periodo a Kyle Kuzma. Il rookie di Los Angeles qui segna 17 dei suoi 28 punti, i Celtics non trovano antidoti difensivi ed è Clarkson in lunetta a fissare il risultato finale a 11 secondi dalla sirena. Rozier in entrata accorcia a meno uno, Caldwell-Pope prova a complicare la vita ai Lakers sbagliando due liberi a cinque secondi dalla fine, Smart cattura il rimbalzo ma la sua tripla sulla sirena va lontana dal ferro e l’astinenza da vittoria dei Celtics continua. Per la squadra di Walton è la sesta vittoria casalinga consecutiva e arriva grazie alla panchina, oltre a Kuzma anche Clarkson (22 punti, 5 rimbalzi e 4 assist) è decisivo dentro una serata di scarsa mira ma di dominio 51 a 42 a rimbalzo di cui 14 offensivi. I Celtics hanno solo Irving (33 punti e 4 assist) e Smart (22 punti, 8 assist e 4 triple) davvero incisivi, Horford non punge in attacco e sono attesi da quattro trasferte consecutive nel pieno della striscia di sconfitte più lunga negli ultimi due anni.

OKC-Brooklyn 109-108

I Thunder sono alla seconda striscia di vittorie significative, cinque di seguito, e nella notte il successo sui Nets arriva grazie a Russell Westbrook che nell’ultimo minuto segna quattro punti consecutivi e a 3.3 secondi dalla sirena inventa in entrata il canestro della vittoria. OKC aveva provato a complicarsi la vita finendo sotto di 15 nel secondo tempo e reagendo con un quarto periodo da 35 punti segnati. Dinwiddie ha di nuovo per le mani il pallone della possibile vittoria ma stavolta sulla sirena il miracolo non gli riesce e i padroni di casa tirano un sospiro di sollievo. La squadra di Donovan nell’ultimo periodo segna cinque delle sue sette triple e l’Mvp (32 punti, 6 rimbalzi e 2 assist) è coadiuvato da George (28 punti e 9 rimbalzi) mentre non arrivano segnali da Anthony (10 punti e 4/12 al tiro). Considerato il 3/12 dal campo di Adams e il 22/32 ai liberi dei padroni di casa aumentano i rimpianti per Brooklyn che tira meglio (16 triple a bersaglio) ma si perde difensivamente nel finale. Harris (19 punti e 7/10 dal campo) e Allen (12 punti e 11 rimbalzi) sono gli uomini che guidano il parziale dalla panchina ma il quintetto non offre un contributo significativo nell’ultimo periodo e i Nets sono 8-15 in trasferta.

Orlando-Sacramento 99-105

I Magic perdono in casa anche con Sacramento, sprecano 10 punti di vantaggio alla fine del terzo periodo e raggiungono l’ultimo posto della Eastern Conference con 14-33 e otto sconfitte nelle ultime dieci partite giocate. I Kings cavalcano la vena di Garrett Temple che segna 19 dei suoi 34 punti, record in carriera, nell’ultimo periodo, compresi i nove consecutivi che trascinano gli ospiti dal 94-97 al 103-97 a 23 secondi dalla fine. L’assenza di Vucevic, fuori da dicembre, ha tolto a Orlando un riferimento offensivo dentro l’area e non bastano quattro uomini in doppia cifra del quintetto, con Payton (21 punti e 7 assist) e Gordon (16 punti e 12 rimbalzi) a bilanciare l’attacco. Sacramento oltre a Temple ha anche Hield (12 punti e 5 rimbalzi) protagonista dalla panchina oltre a un abbondante Cauley-Stein (21 punti, 9 rimbalzi e 4 assist) in un quintetto che non offre sostanza dagli esterni. I Magic sono anche la terza peggiore difesa della Nba con 110.3 punti subiti a partita.