
Ma che fine hanno fatto le galline del Cioni? No, perché questo Spalletti mi sembra un genio della comunicazione. Che fosse un fine psicologo lo si era già visto con le varie resurrezioni cui stiamo assistendo da qualche mese. E si sa che tutto parte dalla testa.
“Chi toglierei alla Juventus? Mi piacciono i miei giocatori ma toglierei Allegri. Magari per mangiarci a cena del cacciucco a Calafuria, sotto Livorno. E’ lui il più forte, è il più bravo di tutti nell’interpretare le partite…”
Con tutti i campioni che ha la Juve in campo, lui sceglie chi li dirige, e che fa il suo stesso lavoro. Chapeau!
Non solo, la cena la vorrebbe fare a casa di Max. Poteva anche proporre una serata a base di francesina (lesso rifatto con le cipolle di Certaldo).
Certo il cacciucco, quello vero, è tanta roba. Un piatto che prevede molti ingredienti: 1/3 di pesci di scoglio, e poi murena, grongo, palombo e non meno di 1/4 di molluschi senza dimenticare conchiglie e crostacei vari, con almeno una canocchia.
La dispensa di Allegri è ben più ricca di quella di Spalletti, che con la sua Inter un cacciucco calcistico non potrebbe farlo. Invece Max si potrà forse permettere di tenere fuori dalla sua pentola ingredienti prelibati come Dybala e Mandzukic e non perché indisponibili.
Noi, dopo anni di micragna, certi lussi non possiamo permetterceli. Ma puntiamo su un cuoco che fino ad ora ci ha deliziato con quello che il convento ha passato.
Una bella cena non può essere tale senza il vino adatto. Il Chianti, purché giovane, è perfetto con il cacciucco; abbinamento nel segno della tradizione per una grande classica come Juve-Inter che, comunque vada a finire, non meritava certo di essere contaminata da effluvi fognari.









