
Gp Brasile 2017 pagelle – Per la F1 diciannovesima gara della stagione a Interlagos.
PROMOSSI
- Vettel – Il sabato non si dà pace per avere regalato la pole position a Bottas con Hamilton fuori dai giochi. Si riprende tutto quello che è suo (cit. Gomorra che sta per tornare, se qualcuno non se ne fosse accorto) bruciando il finlandese in partenza e godendo di aria pura davanti agli occhi per tutta la gara visto che per una volta non deve inseguire. Interrompe un digiuno rosso in Brasile che durava dall’età del ferro, anzi del piombo, Massa nel 2008 quando fu campione per pochi secondi. La Ferrari su tracciati dove è richiesta poca potenza e molta coppia è imbattibile.
- Ricciardo – Visto che deve trovarsi un volante per il 2019, tanto vale evitarsi la noia di correre le ultime gare con la Red Bull. Peccato che siamo ancora nel 2017 e se in Messico lo aveva tradito il motore, in Brasile si trova coinvolto nella giungla amazzonica del primo giro e deve ripartire dal basso. Cercano in tutti i modi di togliergli il sorriso e nessuno ci riesce, si rimette in zona punti e dimostra che il suo fiuto per il sorpasso e la staccata mozzafiato non è inferiore a quello di colleghi plurititolati. O plurifavoriti dalla propria squadra.
- Hamilton – Appena vinto il quarto mondiale stacca la spina e scambia un’innocua curva destra per un rettilineo in Q1. I meccanici volevano solo passare un altro fine settimana a festeggiare e invece sono costretti ad appiccicargli la macchina, giusto contrappasso per il bottoncino magico che avevano installato sul suo volante che ha eliminato Vettel dalle gare asiatiche. Poi siccome è sovrano non si confonde con il popolo, parte dalla pit lane per evitare la ressa e si diverte a rimontare con i reattori della power unit nuova di zecca contro poveri piloti che vanno a pedali. Si diverte con poco dopo il tanto che ha avuto.
- Massa – Si regala momenti di alta classifica per festeggiare il suo secondo ritiro, ammesso che sia quello definitivo visto che non ci crede nessuno. Durante il giro di formazione, proprio come gli anziani ai cantieri, si mette a frignare ringraziando tutti spargendo dosi di zucchero tali che metà degli spettatori in tribuna si ammalano di diabete in tempo reale, poi mette in piedi la migliore gara della stagione e alla fine lo mandano sul podio insieme a Barrichello a fare il pieno di nostalgia verdeoro. L’ultima gara davanti al proprio pubblico. Forse.
BOCCIATI
- I finlandesi – Ma perché bocciati se fanno secondo e terzo posto? Bottas perché finisce solo un paio di secondi davanti a Hamilton, che partiva dall’Uruguay, facendosi soffiare vittoria e quasi sicuramente secondo posto mondiale da Vettel. Per Raikkonen vale il soprannome di uomo aperitivo. Hai presente quando tutto quello che ti succede intorno non ti tange perché la giornata di lavoro è finita e sei al bar a fare lo Spritz con gli amici? Lui è uguale, può fare podio o ritiro e niente influenza il suo umore e il suo sguardo, vedere foto di copertina. Finisce come comincia, terzo, il che è tipicamente da aperitivo.
- Grosjean – Quando uno è un talento, riesce sempre a ottenere risultati sorprendenti. Per esempio perdendo la sua Haas al primo giro, centrando Ocon che prudentemente cercava di passare al suo esterno e costringendo il pilota francese della Force India al primo ritiro in carriera dopo 26 gare in F1. A fine gara uno sfasciacarrozze nei pressi del tracciato si informa se l’anno prossima voglia lavorare per loro, visto che il suo futuro è più come demolitore che come autista.
- Toro Rosso e Renault – Litigano come Bud Spencer e Terence Hill ai tempi belli. I francesi accusano la scuderia di spremere le loro power unit come limoni, la scuderia accusa i francesi di fare power unit friabili come grissini. Il tutto pubblicamente e senza edulcorare i toni. Si poteva gestire meglio.
- Interlagos – Far West e non è un modo di dire. La Mercedes subisce un assalto piratesco fuori dal circuito con armi spianate e viene alleggerita di valori e oggetti personali dei meccanici, la Ferrari si salva per caso, tutti ripetono che ogni anno succede qualcosa di simile fuori dai cancelli dell’autodromo, nessuno ha mai fatto niente di concreto per evitarlo. L’anno prossimo potrebbe andare peggio.






