Crociato rotto per Karsdorp, torna a maggio. Di Francesco nei guai

L'olandese si fa male al ginocchio sinistro all'esordio col Crotone e tornerà tra sei mesi. Basternno Bruno Peres e Florenzi?

Karsdorp infortunio crociato rotto. Di Francesco nei guai.

Pensi al crociato rotto di Rick Karsdorp e hai solo l’imbarazzo della scelta: puoi associare l’ennesimo grave infortunio capitato a un giocatore giallorosso alla “Maledizione degli olandesi” (vi basta Kevin Strootman lontano dai campi per due anni?) o al “Sortilegio dei Terzini” (in ordine sparso Rudiger, Florenzi, Nura, Mario Rui, Emerson Palmieri, Luca Pellegrini).

Sta di fatto che dopo cinque mesi di attesa e 82 minuti di campo, la Roma ha perso il suo esterno basso titolare, quello scelto in estate da Monchi per innalzare il tasso di atletismo e aggressività della retroguardia giallorossa dopo la partenza di Rudiger. Inaffidabile e intermittente Bruno Peres da un certo livello in su, convalescente e in fin dei conti adattato Florenzi.

Karsdorp col Crotone ha giocato una partita discreta, tra incertezze e scorribande sulla fascia, lasciando intravedere rapidità di pensiero e faccia tosta. Poi l’uscita dal campo tra gli applausi e l’indolenzimento al ginocchio sinistro, quello sano. Un affaticamento fisiologico, abbiamo pensato tutti. E infatti…

Grazie per il vostro sostegno – ha commentato l’olandese sui Social – lavorerò duro per tornare più forte”. Domani l’operazione ma prima di maggio non lo rivedremo. Una stagione finita, meglio mai iniziata. L’undicesimo crociato che salta negli ultimi 24 mesi dalle parti di Trigoria, alla media di uno ogni 60 giorni. Colpite diverse nazionalità e tutti i ruoli ma è certamente la difesa a vantare il record negativo.

A Trigoria ci si interroga: è solo fatalità? Oppure campi, scarpe e preparazione atletica possono aver influito in qualche modo? Vero che In Europa i casi di crociati rotti sono raddoppiati negli ultimi cinque anni ma anche inquadrato in questo trend generale quanto sta accadendo alla Roma è difficilmente associabile a sfortuna e/o fatalità.

Sta di fatto che ora Eusebio Di Francesco è nei guai: Bruno Peres e Florenzi (con Nura nuovamente sparito dai radar) garantiscono affidabilità ma la sensazione è che per puntare allo scudetto o ai turni nobili della Champions servisse (e serva) qualcosa di più. Sia in termini difensivi che di spinta.

Con gli imminenti rientri di Emerson Palmieri, Manolas e Schick la Roma sembrava sul punto di abbracciare finalmente la rosa nella sua interezza. “Ne voglio due per ruolo”, aveva chiesto Di Francesco a Monchi in estate. Non aveva fatto i conti con la sindrome dei Crociati.

Auguri, Rick…