
A vedere giocare la Roma di quest’anno, uno potrebbe pensare che l’unico a serio rischio di infortuni dovrebbe essere Robin Olsen, sollecitato decine di volte a partita da una retroguardia continuamente terrorizzata dal pressing avversario. D’altra parte, le poche volte che la linea difensiva giallorossa (leggi Fazio) ha provato un disimpegno coraggioso ha regalato pallone e gol agli avversari.
E invece Olsen si è fermato solo per qualche giorno mentre invece il resto della rosa di Eusebio Di Francesco è stata falcidiata dagli infortuni, soprattutto di origine muscolare. Un’ecatombe che non ha certo aiutato la Roma a rimettersi in piedi dopo un avvio di stagione barcollante a dir poco.
E’ di ieri la notizia della ricaduta di Lorenzo Pellegrini, uno dei giallorossi più ispirati degli ultimi due mesi. Il centrocampista ex Sassuolo è tornato ad allenarsi ieri dopo aver smaltito la lesione muscolare al flessore della coscia destra rimediata contro l’Udinese ma durante la seduta ha accusato un altro indolenzimento che l’ha costretto ad abbandonare il campo. A Cagliari (qui quote e formazioni) non ci sarà.
A oggi, oltre a Pellegrini, l’infermeria giallorossa ospita il lungodegente Daniele De Rossi (infiammazione al ginocchio), Ante Coric (problema al polpaccio), Stephan El Shaarawy (flessore della coscia destra) ed Edin Dzeko (flessore della coscia sinistra).
L’elenco, purtroppo, non si ferma qui: Rick Karsdorp è stato fermo 32 giorni tra ottobre e novembre, Javier Pastore ha continuato a combattere con i problemi al polpaccio che lo affliggono da anni, Diego Perotti è risultato desaparecido fino a qualche giorno fa, anche lui per un fastidio al polpaccio. E poi Olsen, Justin Kluivert e Patrik Schick, tutti fermi anche se per poche sedute di allenamento ma sempre per noie muscolari.
Aggiungeteci la frattura al piede riportata da Aleksander Kolarov a ottobre e i problemi di Federico Fazio alla caviglia e il quadro è completo.
E meno male che salutati Norman e Lippie, la preparazione fisica affidata agli uomini di fiducia di Di Francesco avrebbe dovuto garantire un salto di qualità. Ci fosse stato, quel salto, qualcuno si sarebbe fatto male ricadendo.









