F1 2019, i temi più interessanti della nuova stagione

I temi più interessanti del 2019, dal dominio di Hamilton e Mercedes passando attraverso le incognite Ferrari fino ai matrimoni di Red Bull e Honda e Ricciardo con Renault

Archiviata la stagione 2018 con la vittoria di Hamilton e della Mercedes, quinto titolo in carriera per il britannico e quinto consecutivo per la scuderia tedesca dall’inizio dell’epoca delle power unit, si va verso un 2019 ricco di interesse e con tante questioni in sospeso. Ecco un’anticipazione di quali potrebbero essere i temi più caldi da marzo in avanti.

Hamilton e Mercedes verso la leggenda

Il pilota britannico è arrivato dove soltanto Fangio e Schumacher prima di lui erano approdati. Cinque titoli in carriera e vittoria totale su Vettel nel duello diretto. Ora Hamilton è primo di tutti i tempi per pole in carriera, vede il record di successi all’orizzonte e con un altro paio di stagioni del genere nel 2020 potrebbe avere raggiunto Schumacher a sette. Per farlo si è trasformato in una macchina che non perde un colpo nemmeno a titolo acquisito, ha eliminato i blackout emotivi del passato e ha bisogno di continuare a capitalizzare un vantaggio che nelle ultime due stagioni si fa netto in autunno, dopo che in primavera e in estate la Mercedes nel 2017 e 2018 ha sofferto le idee e le intuizioni Ferrari. Quest’anno si è salvata con i cerchi forati che continuano a essere materia di discussione, nel 2019 il vantaggio potrebbe tornare a crescere o assottigliarsi ulteriormente. Entrambi, pilota e scuderia, sanno che più si va avanti e più diventa dura confermarsi. Ma vincendo ancora scalzerebbero il record di titoli consecutivi della Ferrari dal 1999 al 2004. E a quel punto nel 2020 potrebbero lasciare la F1 da imbattuti.

Il triangolo Ferrari-Vettel-Leclerc

La rossa, senza gli errori di Vettel, avrebbe potuto vincere il mondiale? Forse. Di sicuro se la sarebbe giocata fino all’ultima gara. Errori nello sviluppo del fondo, a settembre, non rendono negativo il giudizio su un 2018 nel quale sono arrivate sei vittorie. Però vincono sempre gli altri e il dubbio che il tedesco non sia pilota da missioni impossibili come il suo predecessore inizia a farsi largo a Maranello. Infatti Leclerc, arrivato come ultima decisione di Marchionne, serve ad avere una carta di riserva futuribile nel caso Vettel si dimostrasse incapace di colmare il divario con Hamilton. Mossa rischiosa ma inevitabile. Il 2019 della Ferrari sarà pieno di incognite. Se Vettel saprà ribellarsi al ritratto di pilota vincente solo quando guida un’astronave, se Leclerc sarà competitivo da subito con una pressione enorme sulle spalle, se Arrivabene e Binotto andranno d’accordo, se non saranno commessi errori di sviluppo. E gli anni di digiuno aumentano e non fanno bene alla salute.

Il matrimonio Red Bull-Honda

Gli austriaci hanno le idee chiare. Si punta tutto su Verstappen anche a costo di scaricare Ricciardo, si divorzia dalla Renault che ha portato quattro titoli consecutivi, si pianifica un 2019 di transizione e si punta apertamente al mondiale nel 2020. Peccato che la Honda, già disastrosa in McLaren e con la Toro Rosso, sbriciola power unit come grissini e non basta un aumento dei cavalli per eliminare l’incognita. La Red Bull è convinta di non sbagliare mai e nel caso sicuramente sono gli altri a sbagliare. Sarà una stagione rischiosa anche per loro.

Ricciardo e Renault

Uno dei piloti con più talento, tra i più amati del circus anche tra i piloti, va in mezzo al gruppo a sgomitare con la Renault. Il passo indietro nella carriera sembra evidente e la lotta al vertice potrebbe perdere un protagonista pregiato. Ma noi crediamo che Ricciardo si sia messo nel purgatorio volutamente per vedere che carte avrà in mano nel 2020. Quando un volante Mercedes, o uno Ferrari, o entrambi, potrebbero essere liberi.

Pirelli e Kubica

Diciamoci la verità, le Pirelli di questa stagione sono state una delusione. Ipotesi di strategie di gara basate sulla durata delle mescole puntualmente smentite sull’asfalto. Tutte, dalla più tenera alla più dura, duravano più delle previsioni. Il prossimo anno si semplifica la colorazione per gli spettatori (rossa è morbida, gialla è media, bianca è dura) ma ci saranno ancora mescole intermedie con usura diversa. Si spera. Come è una speranza degna di merito che Robert Kubica possa non solo tornare in F1 da titolare ma riservarsi qualche soddisfazione. Difficile su una Williams allo sbando, ma per un talento come Alonso che lascia ce n’è un altro come quello del polacco che torna. E tornare dopo un incidente come il suo è impresa per pochissimi.