Bici truccate, telecamere termiche al Tour de France

Le bici truccate, dotate di un motore nascosto nel telaio, preoccupano gli organizzatori del Tour: che hanno presentato una nuova tecnologia per smascherarle

La lotta al doping, per il ciclismo, non riguarda più soltanto sostanze illecite assunte dagli atleti. Ma esiste anche un doping tecnologico, legato a motorini inseriti nei telai o addirittura nei mozzi delle ruote, che possono essere azionati tramite pulsanti installati sulle leve del cambio. Le bici truccate sono finora a metà strada tra bizzarria, leggenda metropolitana e fenomeno preoccupante: quest’anno al Mondiale Under 23 di ciclocross la belga Femke Van Den Driessche è stata pescata con le mani nella marmellata. Motore trovato nel tubo verticale e sei anni di squalifica.

Le bici truccate sono una preoccupazione anche per gli organizzatori del Tour de France che parte questo fine settimana. Per smascherare e controllare questo genere di scorrettezze, l’esercito francese ha messo a disposizione dei vertici della corsa delle telecamere termiche. Utilizzando una tecnologia approvata dall’Uci, il direttore del Tour Christian Prudhomme ha spiegato in una conferenza stampa che controlli preventivi saranno effettuati prima di ogni tappa anche tramite tablet per rilevare eventuali anomalie magnetiche. Risonanza magnetiche e telecamere termiche saranno le armi per combattere il doping tecnologico delle bici truccate.

In Italia uno dei primi a mostrare e spiegare il funzionamento di una bici con motore è stato proprio il Ct azzurro Davide Cassani, che già nel 2011 (il video è ancora visibile su Youtube) sosteneva che bici truccate fossero disponibili dal 2004 e di averne ricevuta una da un meccanico. In una Parigi-Roubaix era stata messa sotto la lente d’osservazione anche la bici di Fabian Cancellara, che continuava a far girare la ruota posteriore dopo una caduta.