Seconda trasferta consecutiva in Eurolega per Milano nella fase più dura del girone di andata della regular season di Eurolega contro il Fenerbahce. Una partita che arriva dopo la sconfitta contro il Barcellona capolista in una serata positiva per tre quarti ma nella quale gli uomini di Messina hanno confermato alcuni limiti fisici contro le squadre più attrezzate del continente. I turchi sono lontani dai fasti delle scorse stagioni, occupano la parte bassa della classifica con un record di 5-8 e hanno perso cinque delle ultime sei partite giocate.
Le quote
| Fenerbahce | AX Milano |
| 1.95 | 1.95 |
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Pronostici
La sconfitta 87-71 sul parquet del Barcellona è stata più ampia in termini numerici che in quelli tecnici ed è stata condizionata soprattutto da un quarto periodo che i blaugrana hanno chiuso 27-10 contro un’AX che a dieci minuti dalla fine era avanti 61-60 per poi andare subito dopo a più sei. E’ stata però la sintesi di tutto ciò che ancora manca a Milano per stare stabilmente tra le migliori squadre dell’Eurolega, ovvero l’impossibilità di contenere un lungo come Mirotic che ha dominato in area con 19 punti, 10 rimbalzi e 6 falli subiti e alla lunga anche le iniziative di Brandon Davies che ha chiuso con 21 punti e 8/10 da due. Se la squadra di Messina concede il 58.1% da due, in una serata nella quale gli spagnoli hanno tirato anche 8/14 dall’arco, non ha nessuna possibilità di vincere partite di questo genere e lo dice anche il 37-20 a rimbalzo (oltre che il dato dei 22 assist concessi, 14 dei quali del solo Calathes), dato impietoso per una squadra che in una partita di buona mira dall’arco ma non straordinaria, il 37%, si è fermata al 40% da due proprio perché non ha chili e centimetri per trovare soluzioni alternative e come ha spiegato il coach rischia di arrivare all’ultimo quarto senza energie. Non casualmente Hines è stato a tratti impotente, i 23 punti di Delaney sono arrivati con quattro triple e 9/9 ai liberi, Punter ha chiuso con 2/11 dal campo e solo Shields tra gli uomini di riferimento in attacco ha segnato più canestri da due che da tre. La stanchezza è un fattore particolarmente rilevante in questa fase della stagione e lo si è visto anche nella sconfitta casalinga 88-82 contro Brindisi, la prima in campionato, nella quale l’AX ha avuto ancora un passaggio a vuoto nel secondo tempo, stavolta nel terzo periodo chiuso 17-27 per gli ospiti e non sono bastati i 16 punti e 6 rimbalzi di Datome che è sembrato in crescita in una serata nella quale mancavano Rodriguez, Delaney e Hines e Messina si è lamentato in maniera vibrante dell’atteggiamento difensivo.
Il Fenerbahce viene dalla dura sconfitta della settimana scorsa sul parquet dell’Alba Berlino, un 89-63 nel quale i tedeschi sono andati anche a più trenta nel terzo periodo e a fine primo tempo sul 44-27 la partita era già finita. I turchi hanno concesso il 62.2% da due portando solo Biberovic in doppia cifra e tirando appena 6/22 dall’arco con ben 21 palle perse. Quello dei troppi palloni sbagliati è un problema dall’inizio della regular season e sono 14.5 di media per una squadra che tira con il 50.9% da due ma segna solo 73 punti a partita, in proiezione l’attacco più sterile dell’Eurolega con De Colo da 11.6 punti ma lo stesso numero di assist e palle perse, 3.4 e tanta intermittenza su due lati del campo, un Lorenzo Brown che fatica dall’arco e un cast di supporto che finora non ha dato segnali significativi. I turchi hanno segnato più di 74 punti nella stessa partita solo una volta nelle ultime sei partite.
Per Milano, che ha già vinto sul campo del Maccabi Tel Aviv, sarebbe una vittoria fondamentale sfruttando il momento opaco di una squadra che tende ad accumulare strisce negative in questa stagione e la chiave sarà la difesa contro un attacco che se non trova continuità non riesce a accendersi per generare palle perse e una transizione nella quale finora gli uomini di Messina sono tra i migliori interpreti della competizione. Il Fenerbahce ha vinto undici degli ultimi dodici precedenti e l’ultimo successo esterno di Milano risale all’82-83 del marzo 2014 e dal 2017 in avanti non c’è mai stato uno scarto inferiore ai sette punti.









