
La percentuale ai liberi – Non si prescinde. Se Trento perderà lo scudetto lo dovrà principalmente al suo orribile 67.1% ai liberi in stagione, il 66% in finale. Nelle cinque partite contro Venezia non ha mai tirato meglio del 68.8%, 11/16 in gara 1. Nella prima vera partita finita in volata, gara 5, ha perso di due punti sbagliando sette liberi, 11/18. Venezia ha chiuso gara 3 con 14/18 e gara 6 con 9/12, le due vittorie che le hanno regalato il match point. In una serie sostanzialmente equilibrata per numeri, ma sbilanciata per quantità di protagonisti dalla parte della Reyer, questo è un dettaglio che potrebbe rappresentare un rimpianto per molti anni.
L’impatto di Haynes in trasferta – Al Taliercio è stato protagonista di due vittorie, gara 2 e gara 5, con 20 punti nella prima e 7 consecutivi nel parziale che ha ribaltato la seconda. A Trento è stato positivo in gara 3, altra vittoria, e trasparente in gara 4 con 0 punti in 20 minuti. Se Venezia vuole chiuderla subito ha bisogno di un suo contributo tangibile anche in trasferta. Lui e Peric, altro nome che è andato in eclissi in questa finale, sono le chiavi offensive di De Raffaele in un attacco che come prevedibile sta faticando oltre modo per avere ragione della difesa della Dolomiti.
E quello di Sutton – E’ tornato, ma non è nemmeno vicino a quello che era prima dell’infortunio. In gara 4 è andato in punta di piedi, in gara 5 appena 5 punti in 20 minuti con 2/7 al tiro e 4 palle perse, -2 di valutazione. Sta stringendo i denti ma una serie del genere, così fisica e difensiva, non ti permette di recuperare progressivamente dal punto di vista atletico. Gara 6 per Trento è una faccenda di cuore e capacità di resettare la testa dopo avere buttato gara 5 con un finale scellerato. Che possa bastare è l’incognita più grande della serata.
La serie difensiva – Trento in cinque partite non ha mai segnato più di 83 punti, in gara 1, nei successivi aggiustamenti ne ha segnati 78 in gara 4, ma nelle tre sconfitte è andata a 64 di media segnandone 67 in gara 3 e 63 in gara 5. Venezia gli 80 punti li ha solo sfiorati in gara 2, 79 messi a referto, con le vittorie in gara 3 e gara 5 arrivate con 73 e 65 punti segnati. Non è una finale spettacolare ed era prevedibile. E’ agguerrita e avvincente agonisticamente. Ma arrivati a questo punto è difficile credere che la vinca chi riuscirà a trovare armi offensive per cambiare il trend. Si vince con gli episodi e Venezia da questo punto di vista, con la tripla di Filloy da centrocampo a fine primo tempo di gara 3 e quella di Bramos nel finale di gara 5 ha mostrato di essere sempre dalla parte giusta nei momenti decisivi delle partite.
I punti di Trento nell’ultimo quarto – 11 in gara 5, 14 e 14 in gara 3 e gara 2, ovvero le sconfitte in questa serie. L’energia della Dolomiti e la difesa di squadra permettono a Buscaglia di pareggiare la differenza di roster e di protagonisti, ma l’ultimo quarto è un problema offensivo costante in questa serie. E l’ago della bilancia è Craft. Quando Trento trova una distribuzione offensiva efficace segna 5 e 7 punti nelle due vittorie in finale. Nelle sconfitte ha viaggiato a 17, 14 e 16, migliore marcatore della squadra. E’ una statistica chiave per capire le possibilità di Trento di ribaltare la serie.
Le statistiche di gara 5
| Playoff | Punti | % da due | % da tre | % ai liberi | Rimbalzi | Recuperi | Palle perse | Valutazione |
| Trento | 63 | 50% | 23.5% | 61.1% | 37 | 8 | 14 | 68 |
| Venezia | 65 | 46.4% | 30.3% | 75% | 34 | 4 | 15 | 62 |
Gara 5 ha detto che le due squadre statisticamente sono pari. Tirano in maniera simile da due, male da tre, Venezia anche continuando a faticare dall’arco trova i colpi decisivi con le triple e vince soprattutto perché è più precisa in lunetta. E’ un divario che la difesa di Trento non riesce a colmare nemmeno con i recuperi e ci sarà bisogno di un Gomes più preciso dall’arco e di un Flaccadori più convinto in attacco come in gara 4. Venezia può trovare un protagonista alternativo in Ejim, eccellente in difesa e a rimbalzo ma ancora trasparente in attacco dopo il 3/13 di domenica, Bramos, Tonut e Peric sono altri nomi da tenere d’occhio sulla carta dei possibili uomini in grado di cambiare la partita. Si gioca sull’intensità emotiva e Trento non può più sbagliare dopo avere sbagliato troppo nel finale di gara 5. Ha più pressione sulle spalle ma anche un orgoglio smisurato. Venezia sa che avrà gara 7 se non riuscisse a festeggiare in trasferta, ma nessuno vuole giocare una partita secca contro la Dolomiti che vale lo scudetto. Per questo potrebbe essere una gara dal basso punteggio e dal ritmo contratto se Trento non riuscisse a metterla dalla sua parte nel secondo tempo.
| Trento | Venezia |
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