
EASTERN CONFERENCE
Powell, la sorpresa di Toronto – Resa dei conti in terra canadese tra Raptors e Bucks e gara 5, snodo cruciale della serie, diventa un monologo dei padroni di casa che finisce 118-93. Che iniziano forte, 31-20 nel primo periodo con un parziale di 17-0 iniziale che indirizza la partita verso Toronto e mostra chi saranno i protagonisti principali, Powell e Ibaka. Non arriva la reazione di Milwaukee, appesantita nella testa e nelle mani dopo essersi trovata avanti nella serie, e i Raptors possono gestire tranquillamente il resto della serata fino a dilagare a più 28 nell’ultimo periodo. I canadesi avevano giocato a lungo sulle spalle di DeRozan ma in gara 5 hanno risposte dall’intero quintetto che va in doppia cifra. La copertina se la prende Norman Powell che segna 25 punti con 4 rimbalzi, 4 assist, 3 assist, 8/11 dal campo e 4/4 dall’arco, rebus insolubile per le ali dei Bucks.
Anche Ibaka è inarrestabile e aggiunge 19 punti con 6 rimbalzi e 8/10 dal campo. Con Carroll da 12 punti e 6 rimbalzi e Lowry da 16 e 10 assist DeRozan non ha nemmeno bisogno di indossare i panni del supereroe e completa l’opera con 18 punti, 3 rimbalzi e 6 assist. I Raptors segnano 31 e 33 punti nel primo e nel terzo quarto, erano stati capaci di farlo solo una volta in quattro partite, tirano il 57.7% dal campo e 24/26 ai liberi. La difesa dei Bucks si prende una serata di vacanza. Gli uomini di Kidd sbagliano l’approccio emotivo alla partita, vedasi il 15/26 ai liberi, hanno un Antetokounmpo da 30 punti, 9 rimbalzi e 3 stoppate ma non hanno energia da Middleton, debilitato dall’influenza, e soltanto Brogdon è prolifico con 19 punti e 5/7 dall’arco. Poco dalla panchina e Kidd regala briciole di minutaggio a Beasley, Teletovic e Terry. Gara 6 a Milwaukee sarà decisiva.
Atlanta pareggia con i lunghi – Gara 4 alla Philips Arena e copione simile a quanto visto nel terzo episodio. Gli Hawks pareggiano la serie vincendo 111-101 e ritrovando quanto era mancato nelle sconfitte di Washington, un attacco bilanciato e la presenza decisiva delle sue torri. Stavolta i Wizards provano ad aggredire la partita e chiudono il primo periodo 35-28, ma si addormentano ancora nel primo tempo e i padroni di casa ne approfittano per chiudere un parziale di 31-15 e andare all’intervallo 59-50. La capitale non riesce ad arginare Atlanta in difesa, prova a tornare con Wall e Beal nel terzo periodo, ma subisce ancora 34 punti nell’ultimo quarto e stavolta a completare il lavoro sono gli esterni, Hardaway Jr e Schroder che piazza la tripla del 109-99 che manda i titoli di coda. Budenholzer ritrova all’improvviso Howard, letargico finora, che risponde con 16 punti e 15 rimbalzi. Anche Millsap è un fattore da 19 punti, 9 rimbalzi e 7 assist e sarà la chiave della serie perché i Wizards non hanno un uomo che possa difendere su di lui. Ma Atlanta manda l’intero quintetto in doppia cifra, sette uomini in totale compresi Bazemore e Calderon dalla panchina e Schroder aggiunge 18 punti e due triple nevralgiche nel finale. Prince e Hardaway Jr sono preziosi all’interno dei due parziali che decidono la partita, il secondo ci mette tre triple e il primo 7 rimbalzi con 5/7 dal campo. Washington ha poco dai suoi lunghi in attacco. Gortat sale a 18 rimbalzi ma segna solo 2 punti, Morris fa 9 e 4 rimbalzi, Bogdanovic ne segna 13 con 3 rimbalzi ma non può difendere contro i muscoli di Atlanta e in queste condizioni rimangono solo Wall e Beal. La combo risponde, il play con 22 punti e 10 assist, l’esterno con 32 punti e 5 rimbalzi ma tirando 5/14 dall’arco, la capitale si ferma al 42.4% dal campo e la panchina con Jennings e Smith è praticamente inesistente. La serie più fisica dei playoff ricomincia da capo e sarà risolta nelle prossime tre partite.
| Boston | Chicago | 2-2 |
| Cleveland | Indiana | 4-0 |
| Toronto | Milwaukee | 3-2 |
| Washington | Atlanta | 2-2 |
WESTERN CONFERENCE
I Warriors spazzano via i Blazers – La vigilia di gara 4 era stata monopolizzata dalle condizioni di Steve Kerr, dolorante in albergo con i sintomi dell’operazione alla schiena di due anni fa che ancora continuano a tormentarlo e non si sa quando potrà tornare in panchina. I Warriors, abituati già la scorsa stagione a non avere in panchina il loro coach, sono guidati da Mike Brown e soprattutto dal ritorno di Kevin Durant in quintetto. Serviva una vittoria per chiudere la serie e Golden State non perde tempo nel 128-103 che travolge i Blazers. Basta un primo periodo da 45-22, ovvero record di franchigia per punti realizzati in un quarto ai playoff. Senza Livingston e Barnes, ma con la loro ala sul parquet, i Warriors volano sul 72-48 a fine primo tempo e al Moda Center dopo l’intervallo si può già pensare alla prossima stagione. Gli ospiti segnano 56 punti nel secondo tempo e il divario tocca anche i 33 punti in una serata senza storia. La storia la fa Steph Curry che segna 37 punti con 8 assist e 7/11 dall’arco, dimostrando che quest’anno i suoi playoff saranno diversi da quelli della scorsa stagione.
L’intero quintetto dei Warriors va in doppia cifra e se Durant ha un rientro soft da 10 punti e 3 rimbalzi in 20 minuti, Green completa una serie dominata su due lati del campo con 21 punti, 6 assist, 4 rimbalzi, 7/11 dal campo e 5/8 dall’arco. Per Thompson 18 punti, 11 e 7 rimbalzi per Pachulia e West dalla panchina si sta dimostrando uomo utile e duro sotto i vetri. Portland non oppone resistenza e Golden State tira il 53.5% dal campo e un folle 58.6% dall’arco frutto di 17/29. I Blazers sono di nuovo privi di Nurkic e l’impatto degli ospiti è talmente travolgente che inibisce la squadra di Stotts. L’unico a reagire è Lillard che segna 34 punti con 6 assist, non McCollum che tira 2/12 per 6 punti in 30 minuti. Il solo che trova risposte personali è Aminu, spostato in panchina a dipingere 25 punti e 7 rimbalzi con 7/12 dal campo in 34 minuti. I Warriors sono talmente aggressivi in difesa che concedono ai padroni di casa il 38.8% dal campo, il 33% dall’arco e li costringono a segnare un terzo del fatturato in lunetta, 24/29 ai liberi. Golden State può recuperare gli infortunati, giocatori e coach, nell’attesa che Clippers e Jazz completino una serie che facilmente può trascinarsi a gara 7.
| Golden State | Portland | 4-0 |
| San Antonio | Memphis | 2-2 |
| Houston | Oklahoma City | 3-1 |
| Los Angeles | Utah | 2-2 |









