Inter-Milan, nonostante tutto

Il derby di Milano è sempre un evento, anche se ad affrontarsi sono la sesta e la settima in classifica

Il derby Inter-Milan di sabato si avvia ad essere la partita più vista di sempre, in televisione, nella storia del calcio italiano. E anche a San Siro non si scherza, leggo di uno stadio sold out, di record d’incasso, con quasi 80mila spettatori a gremire i gloriosi spalti.

Eppure le due squadre occupano il sesto (Milan, 57 pt.) e settimo (Inter, 55 pt.) posto nella classifica della Serie A.

Classifica: Milan sesto e Inter settima

Molto dipende dall’Asia, e ovviamente dalla Cina in particolare. L’orario di inizio fissato alle 12.30 consentirà al pubblico di quell’area geografica di seguire il Derby della Madunina in prime time. Sarebbero quindi 566 milioni i potenziali telespettatori.

Considerando tutto il mondo si arriva a quota 862 milioni, con 39 broadcaster a trasmettere in diretta la sfida tra bauscia e casciavit. La vecchia Europa sarà la seconda area con maggior copertura grazie a 20 TV collegate e 186 milioni di tifosi raggiunti. Segue il continente americano con 3 TV e 98 milioni di pubblico potenziale.

Noi (quelli dell’Inter) ci arriviamo malissimo. Mi ero già pentito di aver organizzato la traversata del Mar Mediterraneo, con tanto di traghetto e ben due aerei.

39 km in auto da dove vivo fino all’aeroporto, conditi da 23 minuti di traghetto e tempi di attesa conseguenti, volo per Roma, scalo senza nemmeno il tempo di una cacio e pepe, e arrivo a Milano dopo le 23.

Confesso di aver pensato a uno stop and go, con sosta serale da Roscioli o da Felice a Testaccio per poi proseguire verso nord a bordo della prima Freccia mattutina. Ma carbonara e cacio e pepe, piatti sublimi, che non hanno seguito Roma nel baratro in cui l’Urbe è tristemente precipitata negli ultimi anni, non sono pietanze da consumare prima di un derby milanese.

I numeri quasi mi stordiscono. Non solo quelli citati in precedenza, ma anche quelli che i bookmaker, sotto forma di quote, hanno preparato per Inter-Milan.

scommesse: quote del derby di milano

Siamo favoriti, e non di pochissimo! Ma nessuno ha visto Inter-Sampdoria e Crotone-Inter? Persino il mio vecchio amico Andrea Negri, mitico cronista del trotto milanese (e ora anche torinese), rossonero purosangue, mi ha scritto su WhatsApp: “Milan quota alta”. Forse accortosi della gufata ha poi aggiunto: “Però temo la vostra prova d’orgoglio”.

Sia noi che i cinesi siamo in preda a uno stato ipnotico collettivo e globalizzato. Folle oceaniche ammassate davanti agli schermi per una partita fra due squadre di centro classifica, spalti gremiti e l’Inter vincente alla pari. Ma non basta, no.

andamento quote Inter-Milan

In grafica, l’andamento delle quote di Bet365 (uno dei migliori). Non solo l’Inter è favorita, ma la sua quota è pure in calo. Snai al momento espone la massima di mercato (2.15) ma la musica non cambia dato che due giorni fa la quota della beneamata aveva toccato 2.25.

Sapete che non mi piace scrivere di probabili formazioni o cose del genere, ma ho sbirciato i soliti siti di riferimento e mi pare che non ci siano novità sconvolgenti. Torna Gagliardini, grazie al cielo, e speriamo che stia bene. Forse la fiducia viene da questo. O forse i bookmaker hanno saputo che il buon Moreno sarà regolarmente al suo posto al secondo arancio: in sua assenza quel gufo del suo amico ha fatto danni forse irreparabili. O forse il più gufo di tutti, ossia il Cognato Virtuale (non il mio, ne ho uno vero senza poteri apotropaici di rilievo) è di turno e non potrà recarsi a San Siro.

Insomma, una ragione dovrà pur esserci.

Spero che la fiducia, quella che sembra emergere dai numeri, sia ben riposta.

Questa attenzione inaspettata, almeno per me, può farci credere, non solo sognare, che un futuro meno cupo del presente possa veramente non essere così lontano. Per noi, e anche per loro, in fondo.

Il Derby di Milano può essere un evento anche se ci arrivi dopo aver perso a Crotone e da settimo in classifica. Anche se tutto il mondo ha ammirato le prodezze juventine, e sui social si sbellicavano nel rimarcare quanto la maglia dei calabresi e quella dei catalani fossero simili.

Inter-Milan nonostante tutto. Una vera stracittadina (non un Clasico) che ha saputo far parlare di se ovunque, e che attrae l’interesse di milioni di persone anche in uno dei momenti, sportivamente parlando, più bassi della sua storia gloriosa.

Che vinca il migliore. O forse no.