
La lunga voltata verso il finale di stagione è iniziata. Facciamo il punto della situazione cercando di capire con quali ambizioni le squadre inglesi, segnatamente quelle di Premier League, si apprestano ad affrontare le ultime dieci partite.
Come sappiamo si disputano ben due coppe nazionali, Coppa di Lega e FA Cup, di grande tradizione e prestigio, specie la seconda. Esse hanno un ruolo fondamentale non solo per il valore intrinseco del trofeo, ma anche per determinare quali squadre giocheranno le coppe europee.
L’Inghilterra vanta i soliti quattro posti in Champions League, e tre in Europa League, ma con un approccio che può favorire più squadre.
Il regolamento prevede l’accesso all’Europa League per le vincenti di Coppa di Lega e FA Cup, che, indipendentemente dalla situazione di classifica possono giocare la seconda maggiore competizione d’Europa. Solo la quinta classificata infatti va di diritto in Europa League, in quanto sesta e settima ottengono tale diritto solo se le vincenti delle due coppe sono già squadre qualificate per la Champions League o per l’Europa League.
Prendendo d’esempio la stagione corrente, il Manchester United ha vinto la Coppa di Lega, garantendosi quindi il sicuro approdo alla manifestazione qualora l’obiettivo Champions League dovesse fallire. Per la FA Cup il discorso è simile; le quattro semifinaliste sono tutte nella top 5, questo significa che con ogni probabilità anche la sesta e la settima potranno qualificarsi in Europa League per il 2017/18.
Questa formula garantisce equilibrio ma soprattutto sorpresa, perché non è strano pensare che formazioni di bassa classifica o seconda serie possano arrivare a giocare in Europa League. Questo incentiva ulteriormente tutte le squadre partecipanti alle due coppe, e infatti spesso e volentieri si sfiora il miracolo sportivo.
In special modo negli ultimi anni, la qualità delle squadre inglesi che di qualificano per la coppa europea meno prestigiosa è pertanto inferiore a quella proposta, in media, dalle altre nazioni.
Questo è dimostrato dal fatto che delle sette vittorie ottenute, ben 5 sono arrivate nel primo decennio dalla fondazione della competizione (1971) e si è dovuto attendere parecchio prima di vedere la sesta, vinta dal Liverpool nel 2000/01, quando di chiamava ancora Coppa Uefa. Solo il Chelsea, che però è molto più squadra da Champions League negli ultimi anni, ha riportato la coppa oltremanica nel 2012/13 battendo in finale il Benfica.
Un andamento diverso rispetto a Spagna, oggi, e a Italia, nei nostri anni d’oro. L’emblema di questa situazione ovviamente è il Siviglia, un po’ chiuso in patria per le primissime posizioni pur essendo una squadra di grande qualità. Cinque trionfi nelle ultime undici edizioni, compresa l’ultima clamorosa tripletta infilata tra il 2014 e il 2016. Impresa forse irripetibile.
Vanno citate anche Atletico Madrid (2010 e 2012) e Valencia (2004). E come dimenticare il Parma del 1995 e del 1999? La stessa blasonata Inter, in secondo piano rispetto alla rivale cittadina in quel periodo, vinse tre volte tra il 1991 e il 1998. Squadre di ottimo livello anche in Europa League e più vittorie per le nazioni di cui queste formazioni fanno parte.
Ma torniamo alla domanda base: “Quante squadre inglesi vanno in Europa League?”.
Al momento, in base alla classifica attuale, in Champions League andrebbero Chelsea, Tottenham, Liverpool, Manchester City, mentre in Europa League Arsenal, Manchester United ed Everton.
Si noti il gap tra la settima (Everton) e la squadra che segue (West Brom). Seguiamo con attenzione quanto succederà in quella zona di classifica per due motivi:
- Le motivazioni contano: una salvezza da raggiungere o la qualificazione a una coppa europea da conquistare possono far dare ai giocatori quel qualcosa in più.
- Quando l’unico modo che si ha per restare in corsa per un obbiettivo è vincere, gli allenatori possono diventare più spregiudicati a livello tattico.
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