
Papa Bergoglio pallacanestro e la croce di Cristo.
Sarà che essere più alti agevola il contatto con il Cielo. Sta di fatto che la metafora cestistica inventata ieri da Papa Francesco ha fatto inorgoglire i milioni di appassionati della palla a spicchi sparsi in tutto il mondo. «Quando parlo di punti fermi o di “fare perno”, l’immagine che ho presente è quella del giocatore di basket, che inchioda il piede come “perno” a terra e compie movimenti per proteggere la palla, o per trovare uno spazio per passarla, o per prendere la rincorsa e andare a canestro. Per noi quel piede inchiodato al suolo, intorno al quale facciamo perno, è la croce di Cristo. Poi uno si muove proteggendo la palla, con la speranza di fare canestro e cercando di capire a chi passarla».
Non sono parole di Ettore Messina o di Gregg Popovich ma di un signore argentino che di nome fa Bergoglio e che dal 2013 ha preso la residenza nella Città del Vaticano.
Parole pronunciate parlando al clero della Diocesi di Roma per il tradizionale appuntamento di inizio Quaresima, nella Basilica di San Giovanni in Laterano. D’altra parte la passione per lo sport e per il calcio in particolare del Pontefice era nota, basti pensare alla recente amichevole organizzata dalla Roma contro la sua squadra del cuore, il San Lorenzo.
Papa Bergoglio pallacanestro e la croce di Cristo
L’ultima uscita curiosa risale a qualche settimana fa, col videomessaggio inviato a Houston in occasione del Super Bowl. Prima assoluta ovviamente per un Pontefice e si capisce anche il perché se si pensa ai più recenti predecessori di Bergoglio. Uno che, giova ricordarlo, non si perdeva una partita di basket del San Lorenzo insieme al padre (peraltro discreto ex giocatore) e che ha anche provato a giocare. Con risultati però trascurabili.
Stanotte, ne siamo certi, James Naismith non si sarà rigirato nella tomba ma anzi avrà sorriso pensando a quanto la sua creatura abbia attecchito su questo pianeta se anche il Papa prende ad esempio un fondamentale della pallacanestro per avvicinarlo all’immagine della croce di Gesù.
Papa Bergoglio pallacanestro e la croce di Cristo
D’altra parte lo stesso Naismith a suo tempo si laureò presso l’Università Teologica Presbiteriana di Montreal e il mondo della pallacanestro non è nuovo a vocazioni religiose. La più nota è stata quella francescana di Luca Blasetti, stella di Rieti negli anni ’80 e compagno di squadra di Brunamonti e Zampolini. Negli ultimi anni, poi, diversi cestisti delle Minors hanno interrotto l’attività agonistica per prendere i voti, con loro anche l’arbitro parmense Strozzi, consacrato alla professione religiosa Missionaria Saveriana.
Papa Bergoglio pallacanestro e la croce di Cristo
Dal chiamare uno schema al sentirsi “chiamato” evidentemente il passo è breve e prevede anche un piede perno ma la Storia Contemporanea racconta l’ingovernabile passione cestistica di molti degli uomini più potenti del nostro pianeta.
Ne prendiamo due dal mazzo: Barack Obama, ala piccola prestata per due mandati alla Presidenza degli Stati Uniti, e Fidel Castro, altro fondamentalista della palla a spicchi che poi purtroppo si è perso dietro a faccende molto meno importanti.

Se aggiungiamo il playmaker argentino Bergoglio ecco una squadra di 3contro3. La leadership non farebbe difetto, nel caso. America contro Resto del Mondo.






