La Coppa Italia è di Milano, il successo della Final Eight è del basket italiano

L'EA7 ha vinto la sesta Coppa della sua storia piegando Sassari in finale. I quattro giorni di Rimini si sono rivelati un successo, con partite equilibrate e tanti spettatori sulle tribune.

Basket Coppa Italia Rimini un binomio fortunato e da ripetere

Alla fine ha vinto la squadra più forte, a chiudere una manifestazione che certamente va in archivio con tante luci e poche ombre. La scelta del Polo Fieristico di Rimini si è rivelata corretta, anche in assenza di squadre come Pesaro e le due bolognesi, tifoserie che avevano fatto la fortuna delle vecchie edizioni forlivesi.

Dunque ha vinto Milano, con le unghie e con i denti, e senza Kruno Simon. Modalità di alzata di Coppa che certamente avrà fatto piacere a Jasmin Repesa, che alla sua squadra ha spesso rimproverato un linguaggio del corpo poco aggressivo rispetto a quello degli avversari.

Applausi per l’EA7, brava e fortunata nel trovare il canestro della vittoria con Brindisi a fil di sirena e poi capace di spegnere gli ardori della Reggiana, un cantiere che però con i recuperi di Aradori e Della Valle e gli innesti di Williams e Reynolds torna a far paura.

Applausi anche per Sassari, che ha “costretto” la Meridiana a organizzare in poche ore un charter per portare altri tifosi biancoblu dalla Sardegna a Rimini. Charter ovviamente preso d’assalto e riempito in pochi minuti.

La squadra di Pasquini ha confermato i recenti progressi evidenziati in campionato, prima sbarazzandosi di un cliente pericoloso come Avellino e poi smorzando gli entusiasmi di Brescia, la faccia nuova di questa Final Eight e forse la realtà più bella del weekend romagnolo, col suo rumoroso popolo in festa prima, durante e dopo tutte le partite (anche quelle perse).

Basket Coppa Italia Rimini un binomio fortunato e da ripetere

Brindisi e Capo d’Orlando hanno lottato per quanto potevano, spaventando rispettivamente Milano e Reggio Emilia e comunque lasciando la Fiera di Rimini a testa alta.

Qualche crepa invece per Venezia, che alla Final Eight si è presentata non in grande condizione e infatti ha dovuto salutare la compagnia dopo i 40 minuti scialbi contro Brescia. Qualche cosa in più era lecito attendersi forse anche da Avellino, ma come poi ha ammesso il gm Nicola Alberani le energie non erano sufficienti per affrontare tre partite di alto livello in pochi giorni. Sacripanti ha accolto Logan, col ritorno di Cusin il roster resterà invariato, senza partenze. Avellino fa sul serio.

In generale la F8 ha rappresentato una boccata d’ossigeno per tutto il movimento. Tanto pubblico sulle tribune (15.000 biglietti venduti prima della finale) e pochissimi poliziotti a dividere le tifoserie, eventi collaterali numerosi e gradevoli, innovazioni tecnologiche, tanti sorrisi e poche polemiche, sette partite equilibrate e che hanno offerto tanti spunti tattici anche quando le squadre in campo faticavano a trovare il canestro.

Basket Coppa Italia Rimini un binomio fortunato e da ripetere

Applausi per Milano, dunque, ma in questo caso applausi per tutto il basket italiano. Che da Rimini riparte dopo aver fatto una bella figura.