
A Oakland pensavano già a quando celebrare con la parata il back-to-back dei Warriors, prima di gara 5. E anche a fine primo tempo. Qualche dubbio gli è venuto nel terzo periodo. E alla sirena finale un’appendice inaspettata: niente festa, bagagli in stiva, si torna in Ohio. Ecco le chiavi per gara 6.
Motivazioni – E’ un fatto che Golden State abbia pensato, magari inconsciamente, di avere finito il lavoro. Aveva dominato tre partite su quattro prima di tornare in California e la sconfitta in gara 3 poteva essere archiviata come la fiammata d’orgoglio di una squadra comunque inferiore. E i Warriors, quando sono solo caldi ma non hanno il fuoco che brucia per 48′, hanno dei passaggi a vuoto. Pensavano che fosse finita, mentre i Cavs volevano dimostrare di non essere lì soltanto perché a Est si fanno scampagnate in attesa della Finale e il fuoco l’hanno attizzato davvero. Ma non succederà di nuovo. Golden State, quando è stuzzicata dagli avversari o da propri errori, non sbaglia due partite di fila. Perciò alla Quicken Loans Arena sarà battaglia.
James e Irving – Se guardate i numeri di gara 4 e 5, scoprirete che il copione non è mutato di una virgola. Il Re e il suo principe hanno giocato di nuovo da soli, quindi stabilite voi dove sia la loro grandezza dentro queste due partite (e ce n’è in quantità gargantoesche) e dove la serata storta dei Warriors abbia permesso loro di allungare la serie. Vedere una partita decisa da 82 punti (divisi equamente, 41 cadauno, e 54 tiri su 83 di squadra) segnati da due giocatori sui 112 totali di squadra (pari esattamente al 73.2%) fa più sublime spettacolo individuale che pallacanestro. Che possa succedere, pure in sequenza, è acclarato. Che possa farti vincere di nuovo, sia pure davanti al pubblico amico, è la chiave di gara 6. A meno che JR Smith, Love, Shumpert e Thompson non decidano che è tempo di dare un contributo concreto anche loro, soprattutto quando bisogna fare canestro. Perché, vedi paragrafo successivo, tornerà Green e per i due artisti più ispirati sarà molto più faticoso riempire la tela.
Green e Bogut – Ovvero i lunghi dei Warriors. Perché il banchetto dei Cavs in gara 5 è anche frutto dell’assenza forzata del centro nevralgico del gioco di Golden State, sospeso per la solita sarabanda di colpi proibiti di gara 4. Ma in Ohio ci sarà di nuovo, e con lui molti scenari vanno da un’altra parte: non guardate i 41 di LeBron, ma i suoi 16 rimbalzi, che sono circa 7 in più della media. O i 15 di Tristan Thompson. Per non parlare degli aiuti difensivi telecomandati verso di lui. Torna Green, ma esce Bogut dalla serie per un problema al ginocchio. Con quanto sia diverso l’impatto dell’australiano sull’economia dei Warriors, la sua assenza nel secondo tempo di gara 5 ha dimostrato che la squadra di Kerr un quintetto basso lo digerisce poco, perché la difesa di squadra si trasforma in una difesa a uomo. E c’è gente, in maglia Cavs, che a fare uno contro uno ci va a banchetto.
Percentuali – Ecco una statistica interessante: se ripetete gara 5 altre cento volte, non vedrete mai i Warriors tirare di nuovo dal campo con il 36.4%. L’impressione è che sia stato frutto di una notte sbagliata nell’approccio più che merito della difesa di Cleveland, che pure ha costretto Curry e compagni a intestardirsi nel colpire dall’arco: hanno mandato a bersaglio 14 triple, ma ne hanno tentate 42 su 88 tiri dal campo. Non succederà di nuovo, e difficilmente succederà anche che i Warriors chiudano una partita con appena 6 recuperi. Segnali di quanto gara 6 sarà tatticamente e statisticamente su due lati del campo.
Storicamente – Nessuno in finale ha mai ribaltato un 1-3. Cleveland ha armi per fare le battaglie, ma non per vincere la guerra. E lo scorso anno andò in scena lo stesso copione: si tornò in Ohio dopo gara 5 vinta dai Cavs, ci fu lo spumante in gara 6 per i Warriors. E vedrete che anche Steph Curry proverà in tutti i modi ad evitare gara 7. Sarà la partita più dura della serie, non necessariamente sotto il profilo tecnico, ma anche da quello fisico.
I bookmakers credono che gara 7 possa tornare, dopo un’assenza di tre anni (mancano dal 2013, Heat-Spurs). Cavs dati tra 1.66 e 1.71, Warriors fermi tra 2.10 e 2.20.
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