I Warriors vincono a Charlotte, crisi Cleveland

Basket Nba risultati della notte, i Cavs perdono ancora e sono in crisi, i Warriors vincono a Charlotte, successi di Celtics e Thunder

Basket Nba risultati, reazione Warriors – I Warriors due partite di seguito non le sbagliano e reagiscono a Charlotte dove si impongono 113-103. La Golden State di questi tempi segna meno che a inizio stagione, ma difende anche meglio e dopo un primo tempo passato davanti, e un terzo periodo lasciato in mano agli Hornets, cambia la partita nell’ultimo periodo. Parziale di 38-23 e nessuna speranza per i padroni di casa, che hanno 26 punti da Walker con 8 assist e un Belinelli da 14 punti e 7/7 ai liberi. Hawes contribuisce con 10 punti, 13 rimbalzi e 5 assist dalla panchina, ma i Warriors hanno armi superiori. Durant segna 33 punti con 4 stoppate, Curry fa 28 con 6/12 dall’arco, Thompson 19 e 5 rimbalzi, Green domina in difesa e i 23 assist su 39 canestri dal campo sono in media stagionale. Per gli Hornets seconda sconfitta di fila, settima nelle ultime dieci giocate.

Basket Nba risultati, tempesta sui Cavs – LeBron James due giorni fa aveva tuonato: ‘Ci manca un playmaker, non siamo quelli dello scorso anno’. E quando il re parla, di solito qualcosa succede. E’ successo anche stavolta, ma al contrario. I campioni perdono in casa la terza partita consecutiva, cedono al supplementare 116-112 ai bizzarri Kings di questi tempi, e altre reazioni arriveranno. Cleveland non riesce a mettere la partita dalla sua parte, non trova continuità in attacco, punteggio in altalena. Cousins indisturbato a tre secondi dalla fine va ad appoggiare al vetro il canestro che vale la continuazione, al supplementare Irving e Love provano a salire di tono ma è una tripla di Afflalo a mandare avanti di tre i Kings. Il re sbaglia una tripla, Love sbaglia da sotto dopo avere preso il rimbalzo, Irving sbaglia ancora dall’arco.

La nobiltà dei Cavs che sbaglia tre tiri consecutivi è il simbolo di una squadra che non si ritrova e a niente vale la tripla doppia di LeBron da 24 punti, 13 rimbalzi e 11 assist, né i 21 e 16 di Love e i 20 e 6 assist di Irving. Sacramento ha 28 punti, 11 rimbalzi e 9 assist di un Cousins in versione gigante buono e 23 con 5 assist di Collison, seconda vittoria consecutiva per i Kings.

Basket Nba risultati, i Rockets si fermano a Boston – La testa della Western Conference è spezzata, con Golden State e San Antonio a giocarsi il primo posto e ormai sette partite che le dividono dai Rockets, alla seconda sconfitta consecutiva, la sesta nelle ultime dieci, a casa dei Celtics. Il 120-109 arriva nel secondo tempo, in un terzo periodo nel quale Boston segna 36 punti e la squadra di D’Antoni, come sempre nelle ultime due settimane, perde intensità su due lati del campo e paga anche l’assenza di Gordon e una rotazione composta da appena otto uomini. La reazione di Houston arriva a inizio quarto periodo ma Isaiah Thomas vince il duello tra gli esterni e segna 38 punti con 9 assist guidando la squadra alla vittoria. Il supporto di Horford, 20 e 9 assist, è fondamentale in attacco e anche Crowder è in serata illuminata. Harden stavolta è battuto sul suo terreno, 30 punti e 12 assist ma 6/18 dal campo, Anderson, Capela, Ariza e Dekker ci mettono tutto quello che hanno ma la fatica tiene i Rockets al 32% dall’arco e a 17 palloni persi. Sarà battaglia con i Clippers per il terzo posto nella griglia playoff.

Basket Nba risultati, le altre partite – Reazione degli Hawks e vittoria 119-114 a casa dei Bulls. Chicago continua a fare regali e dopo avere passato 42 minuti in vantaggio, anche senza andare mai oltre il più dodici, smette di giocare e consente ad Atlanta di segnare 41 punti nell’ultimo periodo. L’intero quintetto ospite in doppia cifra con 24 punti e 9 assist di Schroder, decisivo nel finale, e 16 con 12 rimbalzi di Howard. Gli Hawks tirano con il 56% dall’arco, i Bulls con il 29% e questa è la differenza sostanziale fuori dai 33 punti e 5 rimbalzi di Wade e soprattutto dai 40 e 3 recuperi di un Butler gigante fino all’ultimo periodo. Nella Eastern Conference è penuria di risultati: otto delle prime undici squadre in questo momento hanno una striscia negativa aperta. Eccezione composta da Celtics, Hawks e Wizards.

Anche i Raptors non sanno più vincere e si fermano 101-99 a Memphis. Per Toronto è la quinta sconfitta consecutiva con un finale deciso da due liberi di Conley, dopo che Lowry aveva trovato il canestro del pareggio, e dall’errore di Sullinger che dall’arco cerca la tripla della vittoria senza trovarla. L’assenza di DeRozan pesa tanto per i Raptors che tirano con il 24% dal campo, hanno Lowry a 29 e 8 assist e Powell generoso, 21 punti e 5 rimbalzi, ma il suo impatto non è quello della stella. I canadesi soffrono la difesa dei Grizzlies che giocano con appena otto uomini ma si impongono ringhiando sotto i tabelloni e affidandosi al migliore Gasol della stagione.

Per lui 42 punti, 7 rimbalzi, 14/25 dal campo e cinque triple. Il resto lo produce un Allen da 15 punti e 11 rimbalzi e un Randolph promosso in quintetto che scrive 16 punti e 8 rimbalzi con 7/10 al tiro.

I Sixers vincono la seconda partita consecutiva sulla sirena e a Milwaukee si impongono 114-109 in un finale da raccontare. I Bucks sono avanti di cinque e Monroe segna il canestro del meno tre. Covington segna i due liberi del meno uno, Noel (uno che tira i liberi con meno del 60% in stagione) ne segna altri due, i Bucks perdono un altro pallone e lo stesso Noel dalla media segna il canestro del più tre che chiude la partita. I Sixers sono a otto vinte nelle ultime dieci partite e Noel oltre ai canestri decisivi porta a casa 16 punti con 13 rimbalzi in assenza di Embiid. Henderson dalla panchina fa 20 punti e 4 assist, gli ospiti tirano con il 53% dal campo e gli uomini di Kidd perdono l’ennesima partita gestendo in maniera confusionaria il finale. Ci sono 17 punti e 12 rimbalzi con 4 recuperi di Antetokounmpo e 28 e 9 di Monroe dalla panchina, ma anche il 25% dall’arco e 19 palle perse, con le due sanguinose che decidono la serata nel finale.

Gli Heat passano a Brooklyn con un grande classico della stagione. Il 109-106 è frutto della sbracata colossale che coglie i Nets nell’ultimo periodo, dopo che fino a poco prima erano stati avanti di 18. Il parziale dell’ultimo quarto è 38-17 per Miami e sono gli uomini della panchina a ispirare la rimonta. Ellington fa 22 punti e 4 rimbalzi, Reed 14 e 4, White 10 e 7. Per i padroni di casa 33 punti e 3 assist di Lopez e l’incapacità cronica di rimanere dentro la partita per 48 minuti.

I Thunder vincono a New Orleans 114-105 e stano avanti dall’inizio alla fine. Suona ormai normalità dire della tripla doppia di Russell Westbrook, un filo motivato dall’esclusione in quintetto all’All Star Game, da 27 punti, 12 rimbalzi e 10 assist. Insieme a lui altri quattro Thunder in doppia cifra e partita in controllo. Anche perché i Pelicans hanno Davis che si deve fermare dopo 16 minuti e non c’è nessun protagonista alternativo, 18 e 8 rimbalzi di Moore dalla panchina ma il 42% dal campo collettivo.

Anche i Knicks continuano a complicare la loro stagione e perdono a Dallas 103-95. Partita annacquata con i Mavs che stanno davanti di una decina di punti, New York che torna a inizio terzo periodo e inerzia ritrovata dei padroni di casa che hanno 23 punti e 5 rimbalzi da Barnes e 19 e 4 da Nowitzki. Il quintetto di New York è positivo, quattro in doppia cifra con Anthony a 30 punti e 8 rimbalzi e Lee a 23 e 6, ma la panchina a parte Hernangomez è trasparente e le 18 palle perse testimoniano la sofferenza della squadra di Hornacek a trovare continuità nella metà campo offensiva.

Continua la sofferenza dei Lakers che perdono a Portland 105-98 e ora sono l’ultima squadra della Western Conference. I Blazers allungano, LA ricuce, va avanti a metà quarto periodo ma Lillard e Plumlee confezionano la vittoria. L’esterno fa 24 punti e 4 rimbalzi, il lungo 19 e 13 rimbalzi, i Lakers hanno solo Young, 15 punti e 4 rimbalzi, in doppia cifra in quintetto con Williams da 31 punti e 5 assist, unica nota positiva di una serata da 39% dal campo e stagione che a fine gennaio non ha più nulla da dire.