Cosa succede se il campionato si ferma, il Coni chiede la sospensione di tutto lo sport fino al 3 aprile

Gli scenari in caso di sospensione della serie A: dallo slittamento degli Europei al congelamento della classifica, tutte le ipotesi

Sono giorni surreali in Italia a causa del Coronavirus e lo sono ovviamente, per certi versi anche di più, nello sport e nel calcio in particolare. Alcuni si fermano, in altri paesi si va avanti, da noi si litiga come è consuetudine. Il decreto dell’8 marzo del governo ha specificato che si può giocare a porte chiuse ma sia il ministro dello sport Spadafora (che teoricamente avrebbe avuto voce in capitolo al momento di stilare le norme) che il presidente dell’Aic Tommasi (che però si è espresso solo nei confronti del campionato di Serie A senza mai citare la serie B, anche se i tesserati della categoria cadetta fanno comunque parte dell’associazione italiana calciatori) hanno spinto a gran voce per la sospensione immediata.

Aggiornamenti in basso

La Figc ha convocato un consiglio federale per il 10 marzo che coinvolge tutte le parti (serie A, B, C, dilettanti, allenatori, calciatori, arbitri) per decidere il da farsi. Se sia etico e igienico continuare a giocare non è elemento da dibattere in questa sede, visto che ci sono ampi motivi per rispondere sia positivamente che negativamente. Di fatto però in un paese confuso e stravolto dall’emergenza l’ipotesi che anche il calcio si fermi è concreta. Perciò al momento questi sono gli scenari più plausibili, senza dimenticare l’ulteriore incognita legata alle coppe europee all’interno della quale si potrebbe creare il paradosso della serie A ferma ma con le squadre italiane impegnate in Champions League ed Europa League.

Se il campionato si ferma, le ipotesi

Calendario alternativo

Questo scenario prevede come base imprescindibile che l’Uefa non prenda in considerazione l’ipotesi di rinviare, spostare o cancellare gli Europei itineranti previsti tra giugno e luglio, perciò la Figc dovrebbe studiare l’ipotesi di completare il calendario del campionato in una finestra di tempo ristrettissima. Alcuni hanno ipotizzato che si potrebbe giocare ogni due giorni ma sembra poco percorribile visto che il tempo di recupero per i giocatori non sarebbe sufficiente. Un’altra possibilità è guadagnare spazio spostando a tempo indeterminato le semifinali di coppa Italia che sono state rinviate, magari giocandole con la formula delle Final Four prima o a ridosso dell’inizio della prossima stagione. E’ un panorama comunque difficile da esplorare.

Spostare gli Europei

Come dicevamo l’Uefa deve fare considerazioni analoghe per le sue competizioni. Prima ancora degli Europei resta da chiarire il futuro immediato di Champions League ed Europa League, una situazione che non si può ipotizzare con certezza visto che l’evoluzione sanitaria nei vari paesi si modifica di giorno in giorno. Allo stato attuale, nonostante non ci siano ripensamenti e non siano previsti piani alternativi, rimane difficile immaginare come un europeo itinerante e giocato in dodici sedi di altrettante città europee possa essere giocato regolarmente, o se avrebbe senso ipotizzarlo giocato in stadi a porte chiuse. Per questo, con i giocatori che dal primo giugno dovrebbero essere a disposizioni delle nazionali, se si decidessi di rinviare gli Europei in altra data, al 2021 o se nel caso più estremo venissero cancellati, la serie A avrebbe tempo di spostare la fine del campionato a giugno e potrebbe permettersi di rimanere ferma fino ad aprile. Senza però nessuna garanzia che per quella data la situazione sia migliorata a tal punto da riprendere il campionato regolarmente.

Conclusione del campionato

E’ l’ipotesi più estrema ma paradossalmente anche una delle più fondate. Cosa succede se uno o più tesserati, non necessariamente calciatori, dovessero risultare positivi? Scatterebbe la quarantena per la squadra e per le sue avversarie nelle ultime due settimane. A quel punto la regolarità del campionato sarebbe compromessa e non resterebbe che cancellare la parte restante del calendario. E’ un’ipotesi che lo statuto della Figc non prevede e l’unica volta in cui il campionato fu interrotto senza essere concluso fu nel 1915 con l’Italia coinvolta nella prima guerra mondiale, generando una disputa tra Lazio e Genoa su chi dovesse guadagnare il titolo che dura ancora oggi. A quel punto sarebbe il Consiglio Federale a esprimersi sulla classifica finale, come successe nel 2006 per Calciopoli. Ipoteticamente lo scudetto potrebbe non essere assegnato come per quello del 2005 revocato alla Juve, ma resterebbe da stabilire un criterio arbitrario per definire le posizioni di classifica ed assegnare i posti nelle prossime coppe europee, per non parlare di retrocessioni e promozioni dalla serie B. E non è un criterio affatto facile anche solo da immaginare.

Al momento è logico ipotizzare che verrà fatto ogni tentativo di provare a congelare la situazione in attesa di capire se il calendario si potrà sbloccare più avanti, ma è chiaro che non esistono evidenze di nessun genere per ipotizzare che l’emergenza possa finire ad aprile o più avanti nel tempo.

9 marzo – Il presidente del Coni Malagò dopo una riunione con le federazioni riguardo l’emergenza Coronavirus ha disposto lo stop a tutto lo sport italiano fino al 3 aprile, ma per ratificarlo ufficialmente servirà un apposito decreto della presidenza del consiglio.

10 marzo – il nuovo articolo sulle varie ipotesi. Dai playoff allo scudetto non assegnato.